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Il ritorno del fighetta – prima puntata

17 settembre 2016 da bsìa

Notizia:Strade colabrodo, ma i soldi non ci sonosottotitoloIl presidente dell’Area vasta: «Solo 450mila euro per sistemare le tante arterie lomelline. Il futuro è tutto da decifrare»1

Commento: ecco, se c’è da decifrare sarebbe stato meglio eleggere un esperto in crittografia capace di decifrare l’atbash, la scitala, il cifrario di Cesare, Vigenère, Vernam, ecc. E invece, ancora lui a menarci il torrone con “non ho i soldi”. E allora che ci fa lì? 👿

  1. La Provincia PAVESE – 17.09.2016 – pag. 31 []

Il popolo-colesterolo, quello buono vota bene, quello cattivo è zozzone

3 luglio 2016 da Emilio Conti

di Alessandro Robecchi – www.alessandrorobecchi.it

Insomma, ecco qui: abbiamo un problemino col popolo. A giudicare dai solenni scritti sul referendum britannico sembrerebbe una gran rottura di palle, e le analisi si concentrano sulla particolare composizione dell’elettorato inglese: da una parte i colti, benestanti, saggi, europei con casa in centro, libri e afflato democratico, e giovani; dall’altra buzzurri, contadini, anziani scontenti, razzisti, xenofobi e tutti quelli che fanno la doccia solo al giovedì. Non è facile trovare le parole per questo, ma si può sempre provare: quello buono è il popolo, e gli altri sono i populisti.

Ora, questa faccenda dei populisti sembra sistemare ogni cosa: tamponi sull’autostrada? Colpa dei populisti. Non ti viene il soufflé? Populismo!

E’ una nuova accezione della parola popolo che pare accettata a sinistra: come il colesterolo, c’è quello buono (progressista, che legge i giornali e vota come si deve) e quello cattivo (zozzoni). Un dibattito che non è solo inglese, basti pensare che la parola popolo qui si pronuncia “periferie”, cioè quelle che bellamente nelle recenti elezioni se ne sono andate facendo ciaone al Pd. Dopodiché, giù analisi sulle periferie che “le abbiamo abbandonate”, che “ora sono la priorità”, eccetera eccetera.

Il berlusconismo buonanima aveva risolto il problema privilegiando la “gente” a discapito del “popolo”, ma poi non aveva resistito al suo speciale populismo e si era battezzato Popolo delle libertà, un testacoda notevolissimo. Testacoda anche inglese, perché a chiamare il popolo a votare era stato quel Cameron (uno che ha studiato a Eton e Oxford, uno per cui il popolo è quello che ti sella il cavallo nella tenuta di campagna) che sperava nel plebiscito, e poi è passato da “dinamico leader” a “coglione conclamato”.

Eravamo abituati a pensare alla Gran Bretagna come a un posto decisamente fighetto, compostamente in coda alla Tate Gallery, e ormai quando qualcuno ci faceva vedere la vera Inghilterra (tipo Ken Loach) si mormorava: uh, che palle, ancora con questi poveri! E come sono brutti! Perché non si comprano qualcosa in Oxford Street?

Ma resta il problema: ammesso e non concesso che il 52 per cento dei britannici sia incolto, burino, razzista, ignorante, stupido ed egoista, quale democrazia matura mantiene più della metà del suo popolo in condizione di incultura, burinaggine, razzismo, ignoranza stupidità ed egoismo? E’ una specie di equazione della democrazia: se i poveri sono ignoranti bisognerà lavorare per avere meno poveri e meno ignoranti. Questo significa welfare e riduzione delle diseguaglianze, mentre invece da decenni – in tutta Europa e pure qui da noi – si è ridotto il welfare e si è aumentata la diseguaglianza. La sinistra dovrebbe portare il popolo alla Tate Gallery, non sputargli in un occhio dicendo che è diventato razzista. Eppure.

Che il popolo sia una gran rottura di coglioni è peraltro noto da sempre, chiedere a Luigi XVI, agli zar, ai tedeschi in ritirata sulla linea gotica. E in più ha una sua specifica tigna: o gli tocca qualche quota nella distribuzione della ricchezza e del benessere, oppure si incazza con modalità impreviste, anche deplorevoli. Ora va di moda dire che il popolo inglese ha seguito l’impresentabile Farage, che però vanta meno di un quarto dei consensi raccolti dalla Brexit. Così come qui prevale la moda di dire che il popolo poi sceglie Salvini, mentre Salvini conta, per fortuna, meno del due di picche. Insomma, abbiamo un problemino col popolo brutto, sporco e cattivo. Un tempo, quando si leggeva Marx (uh, che noia!) si sarebbe detto che siamo alle prese con una questione di classe. Oggi che tutto è più moderno e veloce, si sistema la questione archiviando il popolo come nemico, incolto, malvestito e un po’ ignorante. E’ più facile, è più smart, ma un po’ rischioso.

Bsiàte – novantunesima puntata

25 maggio 2016 da bsìa

Dichiarazione: “In questo momento di crisi economica internazionale noi avremo tutti questi interventi grazie a finanziamenti dall’esterno che quindi non andranno minimamente a gravare sulle tasche dei cittadini”1

Commento: daje Fà che solo i gonzi ormai ti credono!

  1. “Belgioioso, lavori all’argine alle strade e alla rete fognaria” – La Provincia PAVESE – 25.05.2016 – pag. 18 []

Che pena!

20 maggio 2016 da bsìa

La buonanima (politicamente parlando) del Silvio (B.) soleva ripetere che bisogna trattare il cittadino italiano come un bambino di undici anni. Dopo di che continuava a ripetere stratosferiche balle per centinaia di volte in base all’assunto che se ripeti una cazzata un’infinità di volte il suddetto cittadino (gonzo) finirà per prenderla per vera. Questi due approcci alla politica sono stati ampiamente praticati da sua_eccellentissima_ragionierità già da quando era “sindaco” del paesello e continua ad essere portata avanti. Che nel nostro paese ci sia ancora una bella massa (anche se in calo) di gonzi (bambini di undici anni per dirla alla Silvio) è un dato di fatto e, forse, sarà per questo che i nostri eroi continuano a cimentarsi nel reiterare le minchiate: bisogna non assottigliare ulteriormente la base gonza.

Prendiamo i due ultimi articoli apparsi sulla stampa locale1 nei quali ci viene ripropinata la favola che la maggior parte dei fondi che servono per i lavori di manutenzione del paese e per la ristrutturazione del mitologico maniero sarebbero, per la maggior parte, a fondo perduto o gentilmente offerti da terzi di cui però non siamo mai venuti a conoscenza dei nomi: che culo che abbiamo!

Che sia una puttanata, almeno per quanto riguarda la ristrutturazione del castello, lo possiamo facilmente dimostrare. Il nostro “stragiabüla” ha infatti affermato che l’ottanta per cento dei fondi sarebbero a fondo perduto (che siano o meno a fondo perduto non significa che non provengano da tassazione). Bene, se così è significa che il restante venti percento ce l’abbiamo messo noi. Orbene, fino a quando sgur_di_trì aveva il tempo per scrivere su questo blog aveva calcolato in più di quattro milioni di euro l’ammontare dei mutui sottoscritti per la ristrutturazione del castello. Ora, se quei quattro milioni (e passa) di euro (OTTO MILIARDI DELLE VECCHIE LIRE) rappresentano il venti percento del costo della ristrutturazione questo significa che il restante ottanta percento ammonterebbe a SEDICI MILIONI DI EURO (TRENTADUE MILIARDI DELLE VECCHIE LIRE) per un totale di VENTI MILIONI di euro!! 😯

Domanda: ma secondo voi i lavori che sono stati fatti in castello valgono 20 milioni di euro?

Forza gonzi, non avete ancora capito che Babbo Natale non esiste? Non vi accorgete che fate un po’ pena?

  1. Belgioioso, è scontro sui numeri di bilancio e sui costi del castello” del 15.05.2016 pag. 17 e “Strade, scuole e rete fognaria – Cantieri per 1,5 milioni di euro” del 17.05.2016 pag. 16 su La Provincia PAVESE []

Dopo aver “fatto i conti” ti spezzo pure la rotula. Ma sempre in amicizia

26 marzo 2016 da Emilio Conti

di Alessandro Robecchi – www.alessandrorobecchi.it

“Domani facciamo i conti” è una a frase che ci siamo sentiti dire tutti almeno una volta nella vita. Da mamma quando perdevamo il quaderno di matematica (correva la seconda elementare, credo), dal compagno di classe, forse persino dall’allenatore quando si batteva la fiacca e si veniva minacciati di dieci giri di campo punitivi. Beata gioventù. Poi, crescendo, “domani facciamo i conti” è una frase che non abbiamo sentito più, perché, da adulti, una simile provocatoria arroganza risulta irricevibile: è una di quelle cose che si dicono ai sottoposti, ai succubi e ai sudditi, una sottolineatura di potere che chi ha il potere veramente non userebbe. Pensare che “domani facciamo i conti” fosse l’esergo, la mirabile premessa, di una discussione interna del Pd mette una certa tenerezza a chiunque sappia vedere il lato B dell’arroganza, cioè la debolezza e l’insicurezza. Ma come al solito, è meglio portarsi avanti col lavoro e analizzare le prossime dichiarazioni programmatiche del presidente del consiglio, che è anche segretario del Pd, che è anche l’ispiratore della soave narrazione corrente. Ecco dunque alcune parole d’ordine che guideranno nei prossimi giorni la discussione nel partito di governo.
Ti rigo la macchina. Posizione moderata e interlocutoria rivolta a chi voglia votare (votare sì, ma anche solo votare) al referendum sulle trivellazioni del 17 aprile. Un referendum indetto tra gli altri da alcuni governatori del Pd sul quale il Pd, senza discussione, ha invitato ad astenersi. Annunciato da una serafica e svaporata dichiarazione della Serracchiani, l’ordine del giorno ha aperto un dibattito nella sinistra del partito: andare il taxi, a piedi, o non andare?
Ti metto la trielina nello spritz. Amichevole avvertimento a chi, a sinistra, sta valutando l’ipotesi di non votare i candidati renzisti alle imminenti amministrative. Non si tratta di una minaccia, certo, ma di una forma di pressione politica del tutto legittima della maggioranza del partito rispetto ad elementi fastidiosamente dissidenti. Si spera, con questo argomento denso di sostanza politica, di allineare la minoranza ai voleri della segreteria, vogliosa di ripianare con un sorriso il dibattito interno.
Ti abbandono in autostrada. Altra parola d’ordine per il sereno e costruttivo confronto interno al Pd. Gli hashtag consigliati dai guru della comunicazione per sostenere questo volonteroso invito al dialogo sono #luridigufi, #tisputo e #cosedigulag, parole distensive che dovrebbero – secondo le intenzioni del segretario – invogliare gli elettori riottosi o perplessi a sostenere convinti la segreteria. I membri della minoranza interna valutano l’apertura, apprezzano l’ammorbidirsi del toni e lodano la volontà di mediazione, ma ancora non si fidano del tutto.
Ti rompo una rotula. Finalmente un ordine del giorno della segreteria Pd che dichiara apertamente la voglia di confronto sereno e pacato con la minoranza. Dedicato a chi, all’interno del Pd, storce un po’ il naso per le vicende della famiglia Boschi, per l’accusa di bancarotta fraudolenta al padre della ministra diventato vicepresidente di banca dopo che lei è diventata ministra, una bizzarra coincidenza. Per la discussione, i tempi sono stati severamente contingentati, tutti potranno parlare per tre minuti, ma i membri della segreteria più vicini al premier potranno farlo utilizzando una mazza da baseball. La minoranza interna accetta in dibattito munita di vistose ginocchiere in ghisa.
Al termine di queste articolate discussioni, la direzione del Pd incassa il voto favorevole dei suoi membri e si rivolge alla sinistra interna, di cui ha bisogno per Sala a Milano, Giachetti a Roma e Valente a Napoli, con un appello che distende il clima e rasserena gli animi: “Siamo tutti una grande famiglia, vero, bastardi?”.

Bsiàte – novantesima puntata

26 marzo 2016 da bsìa

Notizia:Belgioioso, firme per la tangenzialina1

Commento: adesso siamo alla raccolta delle firme e non, badate bene, per la tangenziale, ma per la tangenzialina! 😯  Dov’è finito quel gran signore che, quando noi del blog chiudevamo i post con un perentorio “La tangenziale non la faranno mai”, si appostava dietro gli angoli del paese per intercettare il nostro boss e rinfacciargli “Faremo la tangenziale”? Ah già, che pirla che sono, starà raccogliendo firme! 😈

  1. La Provincia PAVESE – 22.03.2016 – pag. 17 []

Oltre la frutta?

5 marzo 2016 da Emilio Conti

Prendendo spunto dall’ultima notizia apparsa sulla stampa locale a proposito di una bolletta Enel di importo rilevante1 a carico del nostro Comune, vorrei proporre alcune considerazioni sulla crisi finanziaria in cui esso si dibatte.

Maxi bolletta Enel dunque. Così come viene riportata, la notizia mi sembra un po’ strana. Si parla, infatti, di un conguaglio di 83.000 euro. Ma, da quanto mi risulta, l’Enel è solita fatturare in base alla lettura elettronica dei contatori conteggiando, di conseguenza, il consumo effettivo e questo elimina di fatto qualsiasi conguaglio. I conguagli, solitamente, vengono effettuati per quelle utenze che prevedono i consumi presunti (acqua e gas) per far pagare il consumo effettivo. Ma, come dicevo sopra, l’Enel non fattura i consumi presunti. L’uso della parola conguaglio sarebbe quanto meno errato. Errore dell’articolista?. Forse. Che di conguaglio possa non trattarsi si può desumere anche dalle dichiarazioni di sindaco e assessore: “abbiamo pagato tutto” e “ricorreremo al Tar”. Se fosse effettivamente un conguaglio affermare che si è pagato tutto non vorrebbe dire assolutamente nulla. E’ un conguaglio! E perché ricorrere al Tar per un un conguaglio? Quindi ne deduco che forse non ce la stanno raccontando giusta.

Sia come sia, sta di fatto che sul nostro Comune è piovuta un’altra bella tegola. Con il bilancio conciato come sappiamo ecco un’altra bella picconata. Ma il peggio deve ancora arrivare. Dell’eccezionale aumento delle rette della scuola materna si è già detto. Quello di cui invece non si parla è che quest’anno nelle casse comunali verranno a mancare le entrate derivanti dalla tassa sulla prima casa che, come sapete, è stata abolita dal governo Renzi. Da una parte quindi maggiori spese e dall’altra minori entrate. Una situazione da far tremare i polsi. E non è finita.

Sulla nostra testa incombe una tremenda spada di Damocle chiamata Pizzamiglio che è in causa con il nostro Comune  e che chiede un risarcimento di 4 milioni di euro (per i dettagli di questa vicenda si vedano i post Se due milioni vi sembran pochi e Rifiuti). Possibilità che Pizzamiglio la spunti? Parecchie  anche se, magari, per una cifra inferiore. Mi sembra che affermare che siamo alla frutta sia un eufemismo, qui siamo oltre al caffè e all’ammazzacaffè!!

Quello che però mi lascia interdetto è come possa una persona istruita come il sindaco farsi trascinare in una simile situazione e non accorgersi in che trappola sta finendo. Misteri!

  1. “Maxi bolletta Enel, Belgioioso va al Tar” – La Provincia PAVESE – 3.03.2016 – pag. 18 []

Dateci il ragionier Fantozzi

27 febbraio 2016 da bsìa

E tira e tira e tira, alla fine il nodo al pettine ci arriva! E noi, modestamente, lo prevedemmo già molti anni fa. 👿 Vai a tirati una zappata nei coglioni con il famoso maniero, vai a organizzare gozzoviglie varie, vai a ristrutturare un giardinone di un privato, vai a sfasciare unioni varie, metti a fare l’assessore al bilancio prima uno che non sapeva manco cosa fosse il dare e l’avere e poi uno che, in teoria, lo dovrebbe sapere ma che ha scelto di fare lo storico e poi cosa pretendi? Infatti il nostro Comune è in default! Non è QUASI, come sostiene qualcuno, è PROPRIO in default. Ah, scordavo, bisogna spiegare al gonzo che la parola default significa FALLIMENTO! Come la risolviamo ‘sta faccenda?

Il 25 scorso c’è stato un Consiglio comunale che, tra l’altro, doveva discutere proprio di questo tema e cosa hanno partorito le menti eccelse che ci governano? Una stratosferica stangata riguardante la scuola materna. Stando a quanto riportato dalla stampa locale1 le tariffe per la scuola materna passeranno da 15 euro mensili a 120 (aumento del 700%) mentre i non residenti dovranno sborsarne 150 (aumento del 900%), e questa, signori miei (cazzo sto diventando renziano?), chiamasi discriminazione e le opposizioni dovrebbero impugnarla immediatamente. Aumenteranno (o forse sono già aumentati) anche i ticket per il buono pasto che passa da 4 euro a 4,20 (+ 5%) per i residenti e da 4 a 5 euro (+ 25%) per i non residenti (ancora discriminazione).

Con questa “manovra” questi economisti allo sbaraglio pensano di recuperare 170.274 euro. Dal momento che la stampa non riporta come cazzo è stata calcolata tale cifra presumo che lor signori abbiano fatto questo calcolo della serva: ci sono tot bambini moltiplichiamo il numero per le nuove tariffe e voilà!

Ora, siamo proprio sicuri che di fronte a questi aumenti assurdi e in un periodo di crisi nessuno ritirerà i propri bambini dall’asilo e non si inventerà qualche altra soluzione di ripiego (riscoperta dei nonni, ad esempio)? Ammesso e non concesso che nessuno ritirerà i bambini, siamo sicuri che tutti pagheranno? Per non parlare del fatto che l’Italia è già negli ultimi posti delle classifiche europee per la mancanza di sostegno alle famiglie per quanto concerne proprio la prima infanzia, secondo voi   una manovra simile migliorerà la situazione? Domanda retorica.

Certo, mettere l’ex ragioniere e ora professore a fare l’assessore al bilancio, forse non è stata proprio una scelta azzeccata. Forse avrebbero fatto meglio a chiamare il ragionier Ugo Fantozzi.

Ma cosa vi aspettavate da questi piddini dell’ultim’ora? Sono o non sono dei renziani? E allora … ve li meritate! Se ci fossero genitori consapevoli, lunedì andrebbero in Comune a cacciare chi fa queste cose a calci in culo. Pensate che succederà?

  1. Belgioioso, una stangata sulle tariffe di asili e mense” – La Provincia PAVESE – 27.02.2016 []

Bsiàte – ottantanovesima puntata

21 febbraio 2016 da bsìa

Notizia:Belgioioso rispetta il patto di stabilità1

Commento: ma sempre Lui rispetta il patto di stabilità, solo che, sai com’è sai come non è, il comune di Belgioioso è in default! Mistero della fede! 👿 Dai Fà che il gonzo ti crede!

  1. La Provincia PAVESE – 21.02.2016 – pag. 19 []

La speranza è l’ultima a morire

1 febbraio 2016 da bsìa

Allora, gonzi, la notiziona l’avete letta, vero? Ebbene, per chi non l’avesse ancora saputo a Belgioioso sta per arrivare un compattatore della plastica che l’articolo sulla stampa locale definisce come “mega contenitore”.1

Volete che l’anno nuovo non inizi con una mega stronzata pazzesca? Certo che no! Anno nuovo cagata nuova! Ma cominciamo a sbeffeggiare partendo dal titolo dell’articolo: un compattatore non ricicla un beato tubo, serve solo a comprimere la plastica, il riciclo avviene quando la plastica raccolta verrà utilizzata come materia prima per la fabbricazione di altri oggetti. Detto questo, andiamo più nel dettaglio. Dove verrà collocato il “mega contenitore”? In piazza della Libertà dove si trova la casa dell’acqua! Ideona!! Dal momento che in quella zona pare, e vorrei sottolineare pare, vivano alcuni belgioiosini, io già mi immagino la loro gioia all’idea di quanto casino (rumore) dovranno subire quando il “mega contenitore” entrerà in funzione. Per averne un’idea basta chiedere ai belgioiosini che devono sorbirsi il compattamento fatto dagli automezzi della raccolta rifiuti quasi sempre fatto sotto le finestre delle abitazioni di questi fortunati.

E, come sempre, strepitose sono le dichiarazione per giustificare la cazzata. Il sindaco “Un’operazione che comporterà un notevole risparmio di carburante speso nel trasporto dei rifiuti e quindi una maggiore attenzione a limitare l’inquinamento”. Da non credere. Ho sempre sostenuto che questi qui di inquinamento non capiscono una beata cippa e, magari, potrebbero rivolgersi per ripetizioni al boss di questo blog e questa ne è la lampante conferma. Prove? Il diligente cittadino che da via Dosso o via Mulino o via Cantone porterà la plastica al “mega contenitore”, secondo voi, lo farà andandoci a piedi o in bicicletta? Qualcuno forse sì, ma la maggior parte userà l’automobile, visto che c’è chi la usa anche solo per fare cento metri. E l’automobile con che cosa funziona? Cul fià d’oca?2 Se poi lo stesso sindaco, più avanti, afferma che la presenza dell’ecocompattatore non farà venir meno il servizio di raccolta porta a porta, vorrebbe essere così gentile da spiegarci come cavolo s’è fatta l’idea del risparmio di carburante e, conseguentemente, della riduzione dell’inquinamento? Mistero gaudioso!

E insuperabili sono le dichiarazioni del noto assessore che promette una “futura” riduzione della tassazione “fino al 10%”. Venghino siori e siore c’è pure un set di pentole in omaggio. Sarà un’altra di quelle promesse come la ripiantumazione dei tigli abbattuti sul Listone? E’ noto come questo tipo sia capace di mantenere la parola data! Inoltre, sempre lui: “L’idea è quella di incentivare il riciclo3 e, nello stesso tempo, di sostenere l’economia del territorio stimolando il commercio locale”. Ora, che questo signore non capisca una beata minchia di economia è noto a tutto il globo terracqueo e la suddetta affermazione  non è che l’ennesima prova! Questo economista da Nobel se spiegasse come un compattatore per la plastica possa sostenere l’economia del territorio credo che il premio glielo darebbero veramente.

Ma è il finale che è strepitoso. Ancora il sindaco: “Lo scopo è anche quello di migliorare il decoro urbano (…)”. Ah, così mettere un “mega contenitore” in una piazza quasi al centro del paese sarebbe un miglioramento del decoro urbano! Però!! E prosegue “(…) Si spera4 infatti che il paese diventi più pulito”. Questi sperano!!!! Eletti e pagati profumatamente per risolvere i problemi del paese … loro sperano. 😯

Allora vediamo quanto ci costano le loro speranze: euro 2.509,98 il sindaco + euro 1.245,99 il vice-sindaco + euro 3.388,47 (1.129,49 per tre) per gli assessori, per un totale di euro 7.144,44 mensili!!! Che fanno 85.733,28 annuali senza tredicesima.

Gente, vi confesso che una speranza ce l’avrei anch’io, ma è una speranza che non posso rivelare. Io, però, spero gratis, senza oneri per il cittadino! 👿

  1. “Plastica riciclata in strada” – La Provincia PAVESE – 30.01.2016 – pag. 33 []
  2. Fiato dell’oca []
  3. E la raccolta differenziata che già stiamo facendo a che cazzo servirebbe? []
  4. La sottolineatura e il grassetto sono miei []