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Un paese normale

25 ottobre 2009 da Emilio Conti

Sentiamo spessissimo l’aggettivo “normale” usato dai nostri “politici”: soprattutto riferito al nostro paese (nazione). Non so quante volte ho sentito pronunciare “paese normale” da un noto esponente della cosiddetta sinistra.

Evidentemente, se qualcuno sente la necessità della “normalità”, significa che la nostra povera nazione si trova in una situazione di “anormalità”. Credo che, al contrario, molti nostri connazionali non riescano a comprendere esattamente la portata di definire un paese come “normale” nella sua più importante accezione di “democratico”, “funzionale” e “moderno”. E’ da talmente tanti anni che stiamo scivolando verso un regresso culturale, morale, mediatico, democratico, che pensiamo, anche in assoluta buona fede, che la realtà in cui viviamo sia la “normalità” e che la nostra situazione sia simile a quella di altri paesi europei.

Però così non è! Basterebbe riflettere sul fatto che, unica nazione in Europa, abbiamo tre delle maggiori centrali criminali del mondo: ‘ndrangheta, camorra e mafia, per convincersi che forse troppo “normali” non siamo. Se poi si avesse anche la voglia di passare qualche giorno in qualche altro paese della comunità europea, non con viaggi organizzati, ma da soli e immergendosi nella loro realtà, forse qualche dubbio comincerebbe a sorgere.

A contribuire a mantenere l’italiano nell’ignoranza una parte importante la riveste la solita “informazione”. Un ennesimo esempio, ne sentivamo la mancanza, lo abbiamo avuto non più tardi di due giorni fa. Non che la notizia non sia stata data, però c’è modo e modo di darla; evidenziandola o minimizzandola. E questa è stata minimizzata alquanto.

Sto parlando della vicenda del figlio del presindente della repubblica francese il giovane Jean Claude Sarkozy. Il rampollo era stato candidato alla presidenza dell’Epad, l’ente che coordina l’attività della Defense, il principale quartiere d’affari d’Europa (a proposito. se capitate a Parigi fateci un salto: merita). Immediatamente la manovra è stata pesantemente attaccata da tutta la stampa francese, e ciò è importantissimo: sia da quella di sinistra che da quella di destra, come intollerabile nepotismo. Questa è un altra dimostrazione della differenza con il nostro paese: quando si tratta di principi non c’è distinzione fra destra e sinistra. All’indignazione della stampa si è unita (come conseguenza?) quella dei cittadini comuni che hanno inscenato una protesta con tanto di agitazione di banane e cartelli che denunciavano che non volevano una Francia repubblica delle banane! (sic 😐 ) Il risultato è stato che Sarkozy junior ha rinunciato alla presidenza dell’ente.

Nella povera Italia vatican-berluson-casin-d’alem-bossiana una situazione simile non avrebbe suscitato neanche una discussione al bar Sport. Ed è esattamente quello che ci differenzia da un moderno e “normale” stato democratico. Da noi chi manifesta pacificamente viene massacrato; nepotismo? non scherziamo, noi abbiamo il clan Mastella.

E in più: minorenni, escort e trans! Siamo dei gaudenti, non ci facciamo proprio mancare nulla. Solo che un paese “normale” è un’altra cosa!

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