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Sforzarsi di capire

26 settembre 2015 da Emilio Conti

Leggo oggi nella rubrica “LETTERE” del La Provincia PAVESE la risposta di Francesco Di Giacomo a una mia lettera pubblicata sullo stesso quotidiano una settimana fa circa. Mi vedo costretto a controbattere sul blog in quanto il quotidiano non accetterebbe una controreplica.

Il Di Giacomo evidentemente, forse a causa della frettolosità con cui ha letto la mia sostiene delle argomentazioni che con il tema non c’entrano assolutamente oltretutto cadendo in una mostruosa contraddizione (ecco perché penso alla frettolosità).

Qual’era il succo della mia lettera? Semplice: criticavo il ricorso alla querela fatta dall’assessore Zucca nei confronti di un non meglio precisato trentenne che l’avrebbe insultato su Facebook. Dal momento che i social network permettono di rispondere immediatamente e per le rime mi sembra una sciocchezza far spendere soldi ai cittadini in cause che, sempre a mio parere, lasciano il tempo che trovano (a meno che lo scopo non sia l’intimidazione). Inoltre motivavo la mia posizione con il fatto di essere stato insultato proprio dallo Zucca e proprio su Facebook e ciò nonostante non abbia fatto una piega e abbia risposto nelle sedi appropriate. Come dire: “tu insulti gli altri e poi quando insultano te quereli?”1

Come mi risponde il Di Giacomo? Con la solita storia del gestore “di un blog che contiene e ospita anonimi interventi spesso offensivi e che riporta notizie a volte vere, ma comunicate, secondo me, troppo spesso in modo distorto, poi non ci si può erigere a difensore della libertà sul web“.2

Sugli interventi anonimi ho già più volte risposto negli anni scorsi e non voglio perdere tempo a ribadire ciò che ho già scritto in merito. Riguardo alle notizie vere ma comunicate in modo distorto mi piacerebbe che almeno una volta, visto che l’indirizzo e-mail del blog è facilmente reperibile, almeno il Di Giacomo si degnasse di segnalarmi quelle che, parole sue, sarebbero delle distorsioni. Invito che ho sempre fatto ma che è sempre caduto nel vuoto.

Ma il bello viene alla fine. Secondo lui, proprio per questi motivi, non mi posso ergere a difensore della libertà del web!!! Ma come, mi si accusa di far scrivere persone anonime, e questa non è libertà? Inoltre, ma forse gli è sfuggita pure questa, il blog aderisce a Creative Commons anche questo un segno di mancanza di libertà? Qui la contraddizione è palese!

Certo, rivendico con orgoglio di essere un sostenitore della libertà del web, e non solo. E se c’è da ergersi mi ergo.

P.S. Il Dr. Di Giacomo qui trova la prova degli insulti da me ricevuti e lo invito a segnalarmi in quali post del blog ha riscontrato frasi della stessa pesantezza. Gli faccio notare, inoltre, che la Provincia Pavese non avrebbe pubblicato la mia lettera se non gli avessi fornito le prove di quanto andavo sostenendo.

  1. Colgo l’occasione per chiarire che un conto sono gli insulti e un conto sono le accuse (corruzione, furto, concussione, ecc.): in quel caso non c’è social che tenga. []
  2. La sottolineatura è mia []

Una risposta a “Sforzarsi di capire”

  1. Emilio Conti dice:

    Vorrei ringraziare l’anonimo Sig. Luigi per avermi segnalato, in questo post, un erroraccio da matita blu e un errore di battitura. Corretti al volo.

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