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No al canone Tv nella bolletta elettrica

27 ottobre 2015 da Emilio Conti

In questi giorni fervono commenti e opinioni, sia sui giornali che nei social network, in merito all’intenzione del governo di inserire il pagamento del canone televisivo nelle bollette dell’energia elettrica. Il motivo sarebbe l’ingente evasione del suddetto canone. Sul fatto che la tassa televisiva venga alternativamente chiamata “abbonamento”, “canone” e/o “tassa di possesso” vi rimando al mio post Abbonamento, canone o tassa di possesso? in cui evidenzio che tali termini servono a dire tutto e il contrario di tutto.

Gli schieramenti, come al solito, si dividono tra chi è favorevole e chi è contrario. Io appartengo al secondo gruppo e spiego il perché.

Ormai il segnale televisivo è digitale, se il problema è l’evasione del canone basterebbe semplicemente criptare il segnale dei canali RAI per cui chi li volesse vedere ancora dovrebbe semplicemente acquistare una tessera da inserire nel decoder a un prezzo pari all’attuale canone (euro 113,50) e della durata di dodici mesi (più uno). Tecnicamente, quindi, il problema verrebbe risolto in maniera molto semplice. Troppo semplice, perché la questione non è tecnica, ma politica.

Se si adottasse la soluzione appena descritta ci si potrebbe trovare di fronte al fatto che molti eviterebbero di acquistare la “tessera RAI” accontentandosi di vedere i canali in chiaro delle TV commerciali. Il risultato sarebbe che si eviterebbe sì l’evasione, ma con il rischio di perdere delle entrate notevoli che addirittura potrebbero essere anche maggiori dell’attuale evasione. Soluzione quindi impraticabile? Mica tanto.

Per evitare questo scenario la soluzione è quella di rendere appetibile l’acquisto della “tessera RAI” proponendo programmi che attirino l’attenzione dei cittadini. E questo significa attuare una vera concorrenza ai canali commerciali che comporta, tra l’altro, un notevole ridimensionamento dell’elefante RAI e la valorizzazione di personale veramente qualificato e non con tessere di partiti vari.

Ed è qui che, come si dice, casca l’asino: pensare che una classe politica, la più incapace e corrotta d’Europa, rinunci a comandare in RAI è un sogno ad occhi aperti. In quale stato trovi programmi che danno voce alle più idiote scemenze dell’ultimo, ma più spesso del primo, politico?

Concludendo: la soluzione tecnica c’è, ma, come al solito, si preferiscono soluzioni populiste e che violano i diritti, non dico del cittadino ma del consumatore.

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