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Una smentita che non smentisce

25 febbraio 2009 da Emilio Conti

Oggi nella rubrica LA VOCE DEI LETTORI de La Provincia PAVESE è stata pubblicata, con il titolo “Belgioioso, i compensi di sindaco e assessori“, la lettera a firma Giuseppe Fraschini, Carla Mantovani e Antonio Rogato, che dovrebbe essere una smentita ad una precedente del “Gruppo di iscritti al Pd” (apparsa sempre sullo stesso quotidiano il 22 febbraio con il titolo “Belgioioso, i compensi del sindaco Fabio Zucca” e che è stata oggetto di un post di bsìa1).

Ho usato il condizionale perché, in realtà, la lettera non smentisce alcunché. Infatti:

– i dati delle indennità degli amministratori sono a disposizione di chi vuole andare a vederseli e a controllare se quanto è indicato nella citata lettera è vero o falso (si consiglia di verificare quanto è il lordo e quanto il netto);

Ai relatori della lettera quanto costava fornire le cifre esatte? Se si devono smentire delle cifre lo si dovrebbe fare pubblicando le cifre esatte! Che significa “andate in comune a controllare”? Si vorrebbero smentire dei dati e poi si costringe il lettore ad andare in comune per verificare la loro smentita?  Poi, questa storia che “i dati sono pubblici e basterebbe andare in comune per verificarli” sta diventando veramente stucchevole. Nell’era dell’Internet basterebbe pubblicarli sul sito del comune (come ha suggerito a suo tempo anche il sottoscritto, poi ci si lamenta che il cittadino non fa proposte), se veramente si aspira a quella trasparenza così tanto decantata da questa amministrazione a parole, ma che non trova alcun riscontro nei fatti. Addirittura ridicola la sottolineatura tra “lordo e netto”. Ma il contribuente è il lordo che deve sostenere. Se poi nelle capienti tasche di qualcuno ci entra di meno questo non significa assolutamente niente.

– l’importo delle suddette indennità è stabilito da leggi e decreti dello Stato; non è quindi una delibera di giunta o di consiglio, e di conseguenza non è una  «tassa comunale» imposta dall’attuale amministrazione;

E allora? A noi cosa può interessare se i compensi sono stabiliti dallo Stato? Certo che non è una “tassa comunale”, ciò nonostante quei compensi gravano sui cittadini italiani. Dopo di che faccio presente ai compagni del Pd che è stato il sindaco Zucca, con una delle sue solite uscite plateali, ad autodenunciare la propria indennità definendola “Operazione trasparenza” e a dichiarare che il suo compenso è inferiore a quello degli altri sindaci. Chi è causa del suo mal … ma questo è un altro discorso. Se, dunque, le indennità vengono stabilite a livello centrale questo non vieta che i beneficiari, se veramente pensano che quanto ricevuto sia “troppo”, possano “girare” una parte o anche il tutto nelle casse del comune. E’ questo che hanno fatto?

– per unanime decisione degli assessori e del sindaco e per ulteriori leggi, i compensi originari sono stati ridotti durante tutti i trascorsi 5 anni.

Anche in questo caso: e allora? Nella lettera del “Gruppo di iscritti Pd” non si è mai sostenuto una cosa simile. Perché ci si è sentiti in dovere di precisarlo?

Come vedete, una lettera che, più che una smentita, assomiglia a un maldestro tentativo di giustificare ciò che non avrebbe neanche bisogno di essere smentito. Perché questa amministrazione, e anche il/i partito/i che la sostiene/engono, si vergogna/no di rendere pubblici dati che pubblici lo sono per definizione?

  1. Vedi Viva la fronda! []

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