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Lettera a Napolitano

7 marzo 2010 da Emilio Conti

Egregio Presidente Giorgio Napolitano,

quando ero piccolo il mio insegnante di Educazione Civica delle Scuole Medie mi ha insegnato che il ruolo del Presidente della Repubblica è quello di garantire l’equilibrio dei poteri e il rispetto delle regole democratiche dettate dalla Costituzione Italiana. Sono pertanto cresciuto con una grossa fiducia e speranza nella figura da Lei ricoperta e con un buon giudizio della nostra Repubblica Democratica fondata sul lavoro e conquistata con il sangue dei partigiani; una fiducia e un buon giudizio completamente crollati a causa del Suo atteggiamento “da Ponzio PIlato” nei confronti del c.d. “decreto salva liste” con il quale una singola parte politica ha arrogantemente aggirato uno dei più basilari principi della democrazia: le pari opportunità nella comperizione elettorale; e l’ha fatto mediante uno stravolgimento lampo delle regole, sfruttando impropriamente e nel proprio interesse il privilegio/responsabilità di essere al governo del paese, tutto per far fronte alla propria comprovata inefficienza.

Mettendo quella firma, Lei non ha fatto altro che infliggere l’ennesimo duro colpo ad un paese già di per se malato di arroganza, prepotenza, legge del più (economicamente) forte, malaffare e cattiva politica. Da Cittadino onesto, mi auguro che la Sua invidiabile esperienza politica e umana possa aiutarLa a comprendere la gravità di tale fatto e a rassegnare le dimissioni da un ruolo che non è degno di ricoprire: quello di Presidente di tutti gli italiani.

Ottavio Ragozzino

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