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Castello e cittadini consapevoli

10 maggio 2012 da Emilio Conti

È da qualche tempo che riceviamo le annotazioni di una nostra concittadina a commento e puntualizzazione dei nostri post riguardanti le spese del Castello (ma non solo). Dal momento che queste sue riflessioni, oltre a dimostrare attenta partecipazione alla vita politica del paese, sono molto interessanti, Le avevo chiesto il permesso di pubblicarne qualcuna. Il permesso mi è stato accordato con l’unica condizione di non pubblicare il suo vero nome (che ci vuol fare, sindaco Zucca, molti pensano che lei non solo non sia un politico di aperte vedute, ma pure parecchio suscettibile e, magari, anche un po’ vendicativo). La mail che pubblico di seguito l’ho ricevuta due giorni fa e, per ovvi motivi che la nostra lettrice capirà, è stata da me leggermente modificata in un punto. La firma è un nome di fantasia (evidentemente). Buona lettura.

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Ho visitato oggi dopo qualche giorno di assenza, le vostre pagine del blog. Ho letto con attenzione il post relativo ai lavori presso i locali del castello da destinare a bar.
Penso che la frase con risvolti sociali, contenuta nella delibera 66 del 30/04/2012, sia espressamente individuata per ricondurre a fini socio ricreativi la destinazione d’uso del bar, che altrimenti come attività commerciale non sarebbe ammessa all’interno della struttura del castello (nella porzione pubblica).
Mi stupisco sempre più della disinvoltura con la quale l’ufficio tecnico applichi le normative nazionali e regionali vigenti sulle opere pubbliche e sull’edilizia, (…)
Eventuali progetti  per lavori su beni vincolati (il castello lo è) possono essere approvati dalla giunta comunale esclusivamente previa acquisizione del parere favorevole sul progetto da parte della soprintendenza.
Questo vale sia se si applica il testo unico sull’edilizia (art. 20 comma 10 del DPR 380/2001) che il testo unico sui lavori pubblici di cui al Dlgs 163/2006 relativo alla parte che regolamenta i progetti e la loro approvazione (progettazione definitiva).
Dal testo della delibera si evince che il parere non è ancora stato acquisito e l’amministrazione approva il progetto individuando che chi farà le opere deve tener conto delle eventuali prescrizioni che la soprintendenza darà.
Un caso unico … perché la soprintendenza potrebbe anche non approvare affatto il progetto o lo potrebbe autorizzare condizionandolo a modifiche sostanziali.
Ed una volta realizzate le opere????????????????? ABUSO????????????
D’altronde anche per la centrale a biomasse (o scusate mi sono sbagliata……………. il gassificatore) il bando e la delibera dell’ufficio tecnico non contenevano alcun riferimento normativo.

NEL REGNO DEL VOSTRO SINDACO E NOSTRO PRESIDENTISSIMO LA LEGGE NAZIONALE E REGIONALE E’ STATA FORSE SOSTITUITA DA REGI DECRETI?

un saluto
Fata_Morgana

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