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Nulla di nuovo

18 giugno 2009 da Emilio Conti

I risultati elettorali nel nostro paese potrebbero indurre a molte riflessioni. Personalmente è da un po’ di tempo che mi sono convinto che noi italiani siamo un popolo di sognatori. Ci piace immaginare che cose possibili solo in un mondo fantasy possano realizzarsi nella nostra vita quotidiana. L’importante è che l’imbonitore di turno renda le cose credibili e noi, immancabilmente, abbocchiamo all’amo.

Qualche giorno fa mi è capitato tra le mani un brano tratto da “Riflessioni sulla menzogna politica” di Alexandre Koiré che afferma: “[la massa] crede a tutto ciò che le si dice. Purché glielo si dica con insistenza, purché si lusinghino le sue passioni, i suoi odi, le sue parole. E’ dunque inutile cercare di restare al di qua dei limiti del verosimile: al contrario, più si mente grossolanamente, massicciamente e crudamente, meglio si sarà creduti e seguiti. Egualmente inutile è cercare di evitare la contraddizione: la massa non la noterà nemmeno”.

E questo nel 1943. Ma ben prima di Koiré, un concetto analogo fu espresso in modo lapidario da Martin Lutero: “Dal momento che il popolo vuol essere ingannato, che sia ingannato”.

Come vedete non c’è nulla da scoprire. Gli unici a non saperlo sembriamo noi italiani.

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