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Il foglione di ficone sull’inciucione

1 aprile 2013 da bsìa

Evviva! Ancora una volta king George ha fatto una cappellata stratosferica. Vuoi che lui, come B., si rassegni a dare, come tutti auspicavano, le dimissioni anticipate? Col cazzo! E una volta di più se n’è uscito con la vaccata dei dieci saggi. L’ultimo devastante atto di fine carriera di un presidente che negli ultimi anni non ne ha azzeccata una manco a farlo apposta (a questo proposito consiglio la lettura del bel post del boss dal titolo Sfortunate combinazioni). Di fronte alla voglia di cambiamento espressa con il voto dagli italiani, sua eccellenza si inventa i saggi che non sono altro che dieci decrepite cariatidi, decrepite sia per l’età anagrafica che per quella politica. Saggi dalla potenza riformatrice di un Quagliariello o con l’acume d’aquila di un Violante, quella bella faccia di m… tolla che ebbe il coraggio di andare in Parlamento a dire al Beluskaz che la sinistra si era impegnata a salvaguardare le sue (di B.) televisioni. Sarebbero bastati questi due nomi a far rizzare i capelli in testa a qualsiasi cittadino sensato. E gli altri sono molto migliori? Onida, insigne costituzionalista che si è battuto per la distruzione immediata delle registrazioni che coinvolgono il presidente della Repubblica nell’inchiesta Stato-mafia e che si dichiara favorevole alla candidabilità del Berluska! Evviva! E poi: Pitruzzella già associato allo studio Schifani; Rossi banchiere di Bankitalia; Mauro già Pdl, poi montiano ma sempre Cl. Questi sono alcuni, ma anche i rimanenti non sono molto migliori in fatto si “saggezza”. Che si intuisse che Napolitano fosse propenso alla grande intesa tra Pd e Pdl l’avevamo capito da subito solo non si aspettava la ferma opposizione di Bersani a una simile soluzione. Che questo signore (Napo) sia il maggiore difensore di B. deve ormai essere chiaro a tutti (un inciuciatore che fa impallidire il pur volonteroso D’Alema). Va ricordato anche il monito pre-consultazioni che lanciò alla magistratura sul “far lavorare il Beluska” che ha prodotto lo slittamento dei suoi processi di un mese. Per non parlare del “preincarico” dato a Bersani che nella nostra Costituzione non esiste: l’incarico lo dai o non lo dai! Ma questo, come vedete, ormai non ha più freni. O semplicemente era una mossa strategica per arrivare esattamente dove siamo arrivati. E siccome siamo un popolo di ipocriti si è riusciti pure a fare l’inciucione senza farlo apparire come tale. Un sentito grazie a Giorgio.

Ma una altro grande grazie va rivolto a quegli imbecilli di Grillo e del M5S. Fino alle ultime consultazioni non avevano, salvo qualche contrattempo, sbagliato un colpo. Una volta eliminato Bersani avrebbero dovuto fare la mossa dello scacco matto proponendo un nome di altissimo profilo (a me viene in mente Zegrebelsky) passando quindi la candela al Pd e a Napolitano: “questo è il nome che noi facciamo e siamo disposti alla fiducia, adesso decidete voi”. Sarebbe stata una mossa che  avrebbe messo con le spalle al muro Pd e presidente della Repubblica e, se non accettata, avrebbe fatto ricadere la colpa su di loro. Invece, i “duri” e “puri” hanno continuato a fare gli altezzosi e così l’hanno preso nel culo loro e tutti gli elettori che li hanno votati. Caro Grillo, fai bene a non chiamare più Napolitano Morfeo, come te lo ha infilato su per le chiappe dimostra che, caso mai, il Morfeo sei tu. Ma siccome la coglionaggine non ha limiti, questi erano tutti contenti alla notizia dei saggi salvo poi, venuti a conoscenza dei nomi, incominciare con i distinguo. Bravi! Mi dite, adesso, come avete intenzione di realizzare il vostro programma? Quello di cui tra poco vi accorgerete è che questo è il principio della vostra fine perché aver suscitato tante speranze tra gli italiani onesti e aver raccolto, proprio per questo motivo, un sacco di voti e averli sprecati in questo modo miserevole non potrà che portarvi alla rovina. Complimenti ancora!

Vorrei spendere le ultime righe di questo post rendendo l’onore delle armi a Bersani. Non perché sia un politico che mi piace, tutt’altro, ma per il coraggio dimostrato in questo frangente, comportandosi con dignità nonostante il modo indegno a cui è stato sottoposto da Napolitano e resistendo a tutte le pressioni di molti dei suoi che volevano a tutti i costi l’inciucio con B. La stampa pare non essersene accorta, ma durante le ultime consultazioni Bersani se ne è stato tranquillamente a casa sua a Bettola. Uno schiaffo a Napolitano che nessuno sembra abbia voluto debitamente sottolineare. Chapeau!

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