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Unione sì, solo vantaggi?

20 ottobre 2018 da Emilio Conti

Come ormai tutti sappiamo, il prossimo 18 novembre si farà il referendum per approvare l’unione tra i comuni di Belgioioso e Filighera. Subito un’annotazione sulla parola unione il cui uso non mi sembra appropriato trattandosi di due comuni dalle dimensioni demografiche incompatibili: 6201 abitanti Belgioioso, 825 Filighera (un nono di Belgioioso) più di unione bisognerebbe parlare di incorporazione.

Ma al di là di ogni disquisizione semantica vorrei proporre un aspetto che forse non molti hanno colto. Dirò subito che personalmente sono contrario a qualsiasi unione anche perché ho la fortuna di frequentare piuttosto spesso la Francia dove si possono trovare un buon numero di paesini che spesso non superano i 500 abitanti, ma dove in ciascuno trovi il suo municipio con tanto di bandiere francese ed europea (di solito nuovissime). Prevedo già l’obiezione: ma in quello Stato le cose funzionano diversamente che da noi. Al che potrei controbattere: e perché da noi non possiamo farle funzionare come da loro? Per una questione finanziaria? Ma questo è quello che vogliono farvi credere.

Al di là di questa opinione personale c’è un aspetto che mi preoccupa. E’ indubbio che le unioni tra comuni portino significativi vantaggi in modo particolare in termini di rimesse finanziarie e questo a prima vista sarebbe un aspetto positivo. Ma questo vantaggio potrebbe rivelarsi un boomerang perché poi è il modo in cui queste rimesse verranno utilizzate a preoccupare.

Facciamo un esempio. Supponiamo che l’unione tra Belgioioso e Filighera vada in porto. L’anno prossimo si terranno le elezioni locali. Già circolano voci che il Dr. Zucca si presenterà con una sua lista (più che voci un dato di fatto). Supponiamo ancora che la lista Zucca vinca  e che il il suo capolista (Zucca) ridiventi sindaco: secondo voi la cornucopia di finanziamenti che pioveranno sull’Unione come verranno utilizzati? Per sistemare le strade e marciapiedi? Per sistemare la viabilità? Per il sociale? Per il decoro urbano? Tutte domande retoriche. Perché sappiamo tutti dove andranno a finire tutti quei soldi: in quell’idrovora chiamata castello.

Quindi il nodo è su chi gestirà quei soldi. Persone sensate  ed oculate oppure scialacquatori di denaro pubblico per opere inutili se non ad accrescere il proprio ego? Anche se la prospettiva sopra descritta (rielezione di Zucca) non ha molte possibilità di avverarsi (ma mai dire mai) nel dubbio e a scanso di equivoci sarebbe meglio che l’Unione non si facesse. E’ un pericolo che non voglio correre.

Natale 2016

25 dicembre 2016 da Emilio Conti

Quest’anno, a seguito di una serie di eventi concomitanti, non sono riuscito a preparare la solita rassegna musicale natalizia. Spero di rifarmi per gli auguri dell’anno nuovo. Per adesso accontentatevi di questo classico (che non ho mai pubblicato). Tanti auguri a tutti.

Dopo aver “fatto i conti” ti spezzo pure la rotula. Ma sempre in amicizia

26 marzo 2016 da Emilio Conti

di Alessandro Robecchi – www.alessandrorobecchi.it

“Domani facciamo i conti” è una a frase che ci siamo sentiti dire tutti almeno una volta nella vita. Da mamma quando perdevamo il quaderno di matematica (correva la seconda elementare, credo), dal compagno di classe, forse persino dall’allenatore quando si batteva la fiacca e si veniva minacciati di dieci giri di campo punitivi. Beata gioventù. Poi, crescendo, “domani facciamo i conti” è una frase che non abbiamo sentito più, perché, da adulti, una simile provocatoria arroganza risulta irricevibile: è una di quelle cose che si dicono ai sottoposti, ai succubi e ai sudditi, una sottolineatura di potere che chi ha il potere veramente non userebbe. Pensare che “domani facciamo i conti” fosse l’esergo, la mirabile premessa, di una discussione interna del Pd mette una certa tenerezza a chiunque sappia vedere il lato B dell’arroganza, cioè la debolezza e l’insicurezza. Ma come al solito, è meglio portarsi avanti col lavoro e analizzare le prossime dichiarazioni programmatiche del presidente del consiglio, che è anche segretario del Pd, che è anche l’ispiratore della soave narrazione corrente. Ecco dunque alcune parole d’ordine che guideranno nei prossimi giorni la discussione nel partito di governo.
Ti rigo la macchina. Posizione moderata e interlocutoria rivolta a chi voglia votare (votare sì, ma anche solo votare) al referendum sulle trivellazioni del 17 aprile. Un referendum indetto tra gli altri da alcuni governatori del Pd sul quale il Pd, senza discussione, ha invitato ad astenersi. Annunciato da una serafica e svaporata dichiarazione della Serracchiani, l’ordine del giorno ha aperto un dibattito nella sinistra del partito: andare il taxi, a piedi, o non andare?
Ti metto la trielina nello spritz. Amichevole avvertimento a chi, a sinistra, sta valutando l’ipotesi di non votare i candidati renzisti alle imminenti amministrative. Non si tratta di una minaccia, certo, ma di una forma di pressione politica del tutto legittima della maggioranza del partito rispetto ad elementi fastidiosamente dissidenti. Si spera, con questo argomento denso di sostanza politica, di allineare la minoranza ai voleri della segreteria, vogliosa di ripianare con un sorriso il dibattito interno.
Ti abbandono in autostrada. Altra parola d’ordine per il sereno e costruttivo confronto interno al Pd. Gli hashtag consigliati dai guru della comunicazione per sostenere questo volonteroso invito al dialogo sono #luridigufi, #tisputo e #cosedigulag, parole distensive che dovrebbero – secondo le intenzioni del segretario – invogliare gli elettori riottosi o perplessi a sostenere convinti la segreteria. I membri della minoranza interna valutano l’apertura, apprezzano l’ammorbidirsi del toni e lodano la volontà di mediazione, ma ancora non si fidano del tutto.
Ti rompo una rotula. Finalmente un ordine del giorno della segreteria Pd che dichiara apertamente la voglia di confronto sereno e pacato con la minoranza. Dedicato a chi, all’interno del Pd, storce un po’ il naso per le vicende della famiglia Boschi, per l’accusa di bancarotta fraudolenta al padre della ministra diventato vicepresidente di banca dopo che lei è diventata ministra, una bizzarra coincidenza. Per la discussione, i tempi sono stati severamente contingentati, tutti potranno parlare per tre minuti, ma i membri della segreteria più vicini al premier potranno farlo utilizzando una mazza da baseball. La minoranza interna accetta in dibattito munita di vistose ginocchiere in ghisa.
Al termine di queste articolate discussioni, la direzione del Pd incassa il voto favorevole dei suoi membri e si rivolge alla sinistra interna, di cui ha bisogno per Sala a Milano, Giachetti a Roma e Valente a Napoli, con un appello che distende il clima e rasserena gli animi: “Siamo tutti una grande famiglia, vero, bastardi?”.

Oltre la frutta?

5 marzo 2016 da Emilio Conti

Prendendo spunto dall’ultima notizia apparsa sulla stampa locale a proposito di una bolletta Enel di importo rilevante1 a carico del nostro Comune, vorrei proporre alcune considerazioni sulla crisi finanziaria in cui esso si dibatte.

Maxi bolletta Enel dunque. Così come viene riportata, la notizia mi sembra un po’ strana. Si parla, infatti, di un conguaglio di 83.000 euro. Ma, da quanto mi risulta, l’Enel è solita fatturare in base alla lettura elettronica dei contatori conteggiando, di conseguenza, il consumo effettivo e questo elimina di fatto qualsiasi conguaglio. I conguagli, solitamente, vengono effettuati per quelle utenze che prevedono i consumi presunti (acqua e gas) per far pagare il consumo effettivo. Ma, come dicevo sopra, l’Enel non fattura i consumi presunti. L’uso della parola conguaglio sarebbe quanto meno errato. Errore dell’articolista?. Forse. Che di conguaglio possa non trattarsi si può desumere anche dalle dichiarazioni di sindaco e assessore: “abbiamo pagato tutto” e “ricorreremo al Tar”. Se fosse effettivamente un conguaglio affermare che si è pagato tutto non vorrebbe dire assolutamente nulla. E’ un conguaglio! E perché ricorrere al Tar per un un conguaglio? Quindi ne deduco che forse non ce la stanno raccontando giusta.

Sia come sia, sta di fatto che sul nostro Comune è piovuta un’altra bella tegola. Con il bilancio conciato come sappiamo ecco un’altra bella picconata. Ma il peggio deve ancora arrivare. Dell’eccezionale aumento delle rette della scuola materna si è già detto. Quello di cui invece non si parla è che quest’anno nelle casse comunali verranno a mancare le entrate derivanti dalla tassa sulla prima casa che, come sapete, è stata abolita dal governo Renzi. Da una parte quindi maggiori spese e dall’altra minori entrate. Una situazione da far tremare i polsi. E non è finita.

Sulla nostra testa incombe una tremenda spada di Damocle chiamata Pizzamiglio che è in causa con il nostro Comune  e che chiede un risarcimento di 4 milioni di euro (per i dettagli di questa vicenda si vedano i post Se due milioni vi sembran pochi e Rifiuti). Possibilità che Pizzamiglio la spunti? Parecchie  anche se, magari, per una cifra inferiore. Mi sembra che affermare che siamo alla frutta sia un eufemismo, qui siamo oltre al caffè e all’ammazzacaffè!!

Quello che però mi lascia interdetto è come possa una persona istruita come il sindaco farsi trascinare in una simile situazione e non accorgersi in che trappola sta finendo. Misteri!

  1. “Maxi bolletta Enel, Belgioioso va al Tar” – La Provincia PAVESE – 3.03.2016 – pag. 18 []

Caro signor Luigi

3 gennaio 2016 da Emilio Conti

Chi segue il blog fin dai primi giorni della sua comparsa sa già che tra i suoi estimatori (anche molto critici) ce ne sono due, assolutamente anonimi, che intervengono inviandomi lettere (nell’era di Internet ricevere ancora lettere per me è un piacere). In verità affermare che sono due è sbagliato, perché ne è rimasto solo uno che si firma Luigi.

E il signor Luigi non è che scrive lettere perché non sa usare il PC: il PC lo sa usare molto bene visto che le missive sono scritte con un word processor! Evidentemente preferisce esprimersi alla vecchia maniera.

Devo dire che apprezzo molto le sue critiche (non sono affatto ironico) che, a volte, mi hanno evitato di fare figuracce con errori ortografici non degni neanche di studenti delle elementari. Vorrei, con questo post, rispondere alle critiche rivolteci (non sono solo io che scrivo sul blog) nella sua ultima lettera. Tre, in breve, le critiche: 1) aver abbandonato di commentare la “disonesta e allucinante” azione della nostra amministrazione; 2) non esserci occupati, come avevamo fatto in passato, della questione AVIS e 3) non infierire sul sindaco Rogato. Ma il tutto si può riassumere con un “il blog non è più quello di una volta” (mio riassunto, se ho ben letto tra le righe).

Inizio dalla “disonesta e allucinante” azione amministrativa del Comune. Forse sbaglio, ma credo di interpretare anche il pensiero dei miei collaboratori, ma continuare a ripetere le stesse cose porta allo sfinimento, anche perché non c’è peggior cieco di chi non vuol vedere. E a Belgioioso di ciechi ce ne sono a vagonate. Credo che si debba commentare quando c’è qualcosa di nuovo perché continuare a ripetere che questa amministrazione sta sperperando e scialacquando a piè sospinto ormai non servirebbe sicuramente a convincere i suddetti ciechi. Dopo sette anni che abbiamo cercato di mettere sotto agli occhi dei cittadini quello che sta succedendo, vedere che non è servito a nulla, o quasi, può sfiancare anche un rinoceronte. Inoltre il mio sgur_di_trì, che era quello che andava a spulciarsi tutte le delibere e determine possibili e immaginabili, per sue ragioni personali ha smesso di collaborare con il blog e, dal momento che qui siamo tutti volontari, nessuno, men che meno il sottoscritto, può obbligare qualcuno a fare cose che non si sente di fare. Sto dicendo che è venuto a mancare un braccio fondamentale del blog. E il blog ne risente.

Per quanto riguarda la questione AVIS la taglio corta dicendo che “chi è causa del suo mal pianga sé stesso”. Quando mi sono permesso di levare una leggera critica (vedi il post La pubblicità è l’anima del commercio) ho ricevuto subito una lettera, anche se scritta a titolo personale, dal consigliere Attilio Clerici che si dichiarava “offeso” da quanto da noi scritto (vedi Avis di Belgioioso: una replica). Mi piacerebbe tanto, allora, che il sig. Attilio Clerici me ne inviasse un’altra per spiegare esattamente cos’è successo all’Avis. Gliela pubblicherei subito. Rigiro a Lei, Sig. Luigi, una domanda: perché appena uno riceve una critica reagisce immediatamente, mentre quando capitano cose ben più gravi tutto tace e si pretende che siano altri a sollevare questioni certamente più importanti?

Per quanto riguarda l’ultimo punto della lettera, vale a dire il mancato “infierire” sul sindaco Rogato, dirò subito che il verbo infierire non mi piace. Sul nostro sindaco vorrei rimandare a quanto a suo tempo scritto proprio da sgur_di_trì sul fatto che “cambiando l’ordine dei fattori il prodotto non cambia”. Sappiamo tutti che la pulzella conta come il due di picche a briscola e chi c’è dietro a tirare i fili. L’unica nota che potrei evidenziare è che, se quello che mi è stato riferito corrisponde al vero, questa signora va in giro a darsi delle arie che manco una cornamusa scozzese. Già vantarsi per qualcosa che si è ottenuto con le proprie forze non è certo esercizio di modestia. Vantarsi poi per meriti non propri, e sappiamo tutti di chi è il merito del suo essere sindaco, mi sembra un esercizio … non saprei neanch’io come definire. Infierire? Mah! Sicuramente la “cristiana pietà” non c’entra.

Il blog non è più quello di una volta? Vero! Perché allora non mi dà una mano Lei, Sig. Luigi?

Nuova informazione e onestà intellettuale

15 dicembre 2015 da Emilio Conti

Ho da qualche giorno scoperto, me ne è stata gentilmente data una copia, che nel paesello è stato distribuito un nuovo “giornalino”1 intitolato “La Basa la guarda in alt”2  che tradotto in italiano risulta essere “La Bassa guarda in alto” (vedi copia della prima pagina cliccando qui).

E qui, se fossi bsìa mi scapperebbe un “Per forza guarda in alto: è bassa!” 😛 Battute a parte, sono contento che un altro mezzo di informazione per i cittadini abbia fatto la sua comparsa a Belgioioso. Qualcuno che segue il blog si chiederà come mai un sito che è sempre stato, e sempre sarà, anti-leghista possa dichiarasi contento di un notiziario di quel partito politico. E’ presto spiegato. Innanzitutto perché l’informazione è sempre utile da qualsiasi parte arrivi. Secondariamente, e questo è sempre stato ribadito su questo blog, sarebbe anche ora che la gente incominciasse a riflettere su quello che è scritto giudicandolo per il suo contenuto e non, invece e purtroppo, su chi l’ha scritto (se non per verificarne la coerenza) e dove è stato scritto. E questa è stata sempre la nostra battaglia. Quindi, ben venga “La Basa la guarda in alt”.

 Ciò detto occorrerebbe che chi scrive certe cose faccia anche atto di auto-critica in modo che poi non lo si possa accusare di non essere onesto intellettualmente. Ed è quello che succede al “giornalino” in questione. Infatti, l’articolo in prima pagina intitolato “Considerazioni di pre-fallimento”, che prosegue in seconda, che è assolutamente condivisibile nel descrivere la tragica situazione di bilancio (e non solo) del nostro Comune, perde la sua efficacia non solo per la mancanza di autocritica, ma per mancanza di coerenza. Il sottotitolo del giornalino, infatti, è: “È BRUTTO DIRE: VE L’AVEVAMO DETTO!!!”. E uno si chiede: quando l’avete detto? Perché a noi del blog non risulta che la Lega abbia criticato la nostra amministrazione prima di adesso. Ma forse siamo noi che non ce ne siamo accorti. Nel qual caso ce ne scusiamo. Ma il problema è un altro.

 Il problema vero è che la Lega per ben due volte si è prodigata per far eleggere 1) per la seconda volta Zucca (si veda a questo proposito la mia analisi nel post I paradossi di Belgioioso) quando ben 435 votanti Lega Nord sostennero (a seguito ordini superiori) la lista Zucca nonostante fosse presente una lista della Lega e, così facendo, vanificando l’entrata in Consiglio comunale di un loro rappresentante; e 2) nell’elezione dello scorso anno quando, anche in questo caso, e sempre su direttive superiori, gli elettori leghisti furono invitati a votare la lista Rogato, stavolta però molti si sono rifiutati di seguire gli ordini impartiti.

E allora di che cosa stiamo parlando? Sarebbe stato bello iniziare la presentazione del “giornalino” con una dichiarazione del tipo: “Finora abbiamo sempre creduto nelle ultime due amministrazioni di Belgioioso, ma visti i risultati negativi ottenuti, vorremmo scusarci innanzitutto con i nostri elettori e poi con tutti i cittadini di Belgioioso”. Cosa che feci io quando misi in piedi questo blog. Dichiarai pubblicamente di aver votato Zucca (prima elezione) ma che, alla luce di quanto questo signore stava facendo, me ne ero profondamente pentito. Non aver fatto una dichiarazione simile fa apparire l’articolo “Considerazioni di pre-fallimento” come sciacallaggio politico e questo indipendentemente dal suo contenuto.

Ma forse qualcuno se lo merita …

  1. Non saprei come altro definirlo visto che è qualcosa di più di un volantino e di meno di un vero giornale, ma anche i primi giornali erano formati da sole quattro pagine []
  2. Veramente andrebbe scritto La Basä la guardä in alt []

Sforzarsi di capire

26 settembre 2015 da Emilio Conti

Leggo oggi nella rubrica “LETTERE” del La Provincia PAVESE la risposta di Francesco Di Giacomo a una mia lettera pubblicata sullo stesso quotidiano una settimana fa circa. Mi vedo costretto a controbattere sul blog in quanto il quotidiano non accetterebbe una controreplica.

Il Di Giacomo evidentemente, forse a causa della frettolosità con cui ha letto la mia sostiene delle argomentazioni che con il tema non c’entrano assolutamente oltretutto cadendo in una mostruosa contraddizione (ecco perché penso alla frettolosità).

Qual’era il succo della mia lettera? Semplice: criticavo il ricorso alla querela fatta dall’assessore Zucca nei confronti di un non meglio precisato trentenne che l’avrebbe insultato su Facebook. Dal momento che i social network permettono di rispondere immediatamente e per le rime mi sembra una sciocchezza far spendere soldi ai cittadini in cause che, sempre a mio parere, lasciano il tempo che trovano (a meno che lo scopo non sia l’intimidazione). Inoltre motivavo la mia posizione con il fatto di essere stato insultato proprio dallo Zucca e proprio su Facebook e ciò nonostante non abbia fatto una piega e abbia risposto nelle sedi appropriate. Come dire: “tu insulti gli altri e poi quando insultano te quereli?”1

Come mi risponde il Di Giacomo? Con la solita storia del gestore “di un blog che contiene e ospita anonimi interventi spesso offensivi e che riporta notizie a volte vere, ma comunicate, secondo me, troppo spesso in modo distorto, poi non ci si può erigere a difensore della libertà sul web“.2

Sugli interventi anonimi ho già più volte risposto negli anni scorsi e non voglio perdere tempo a ribadire ciò che ho già scritto in merito. Riguardo alle notizie vere ma comunicate in modo distorto mi piacerebbe che almeno una volta, visto che l’indirizzo e-mail del blog è facilmente reperibile, almeno il Di Giacomo si degnasse di segnalarmi quelle che, parole sue, sarebbero delle distorsioni. Invito che ho sempre fatto ma che è sempre caduto nel vuoto.

Ma il bello viene alla fine. Secondo lui, proprio per questi motivi, non mi posso ergere a difensore della libertà del web!!! Ma come, mi si accusa di far scrivere persone anonime, e questa non è libertà? Inoltre, ma forse gli è sfuggita pure questa, il blog aderisce a Creative Commons anche questo un segno di mancanza di libertà? Qui la contraddizione è palese!

Certo, rivendico con orgoglio di essere un sostenitore della libertà del web, e non solo. E se c’è da ergersi mi ergo.

P.S. Il Dr. Di Giacomo qui trova la prova degli insulti da me ricevuti e lo invito a segnalarmi in quali post del blog ha riscontrato frasi della stessa pesantezza. Gli faccio notare, inoltre, che la Provincia Pavese non avrebbe pubblicato la mia lettera se non gli avessi fornito le prove di quanto andavo sostenendo.

  1. Colgo l’occasione per chiarire che un conto sono gli insulti e un conto sono le accuse (corruzione, furto, concussione, ecc.): in quel caso non c’è social che tenga. []
  2. La sottolineatura è mia []

A qualcuno l’aiuto non serve

3 settembre 2015 da Emilio Conti

É da qualche giorno che sto seguendo, su un noto social network, l’ennesima vicenda, purtroppo, dell’abbattimento dei tigli “secolari” del paese, quelli del Listone, che ne erano diventati una caratteristica distintiva. E accanto a molti giudizi condivisibili, due mi hanno lasciato piuttosto perplesso. “Noi per Belgioioso” o il suo capogruppo, Dr. Piero Costa, (non ricordo con precisione) ha sottolineato che sarebbe stato meglio che il Comune di perizie sulla salute degli alberi ne avesse fatte almeno due per poter confrontare i risultati. Un’affermazione simile sembra, a mio parere, quantomeno ingenua: sperare che un’amministrazione comunale, che si è messa in testa di abbattere più alberi possibile, chieda più pareri è come chiedere la luna. Rischiare che qualcun altro possa ostacolare il suo scopo? Casomai sarebbe dovuta essere l’opposizione (in senso lato) a chiedere un’altra perizia da confrontare con quella fatta fare dall’amministrazione comunale e, in caso di palese difformità, darne ampio risalto.

Ma, anche ammettendo, e non ne dubitiamo, che quella ufficiale sia inconfutabile, rimane il fatto che possa essere strumentalizzata ovvero (ad esempio): alberi seriamente ammalati ce ne sono due, però ne vengono abbattuti otto.

Infatti, dalle fotografie caricate sul social network si vede un tronco d’albero completamente vuoto con il commento “La sicurezza prima di tutto”. Questa affermazione, che naturalmente non può che essere condivisa, detta da chi si dichiara fermamente contrario alle scelte comunali offre un assist proprio a chi sta perseguendo pervicacemente il suo nefasto proposito. Sembra di sentirli: “Se anche Tizio, che ci è contrario, ha ammesso che i tigli erano pericolosi, abbiamo agito bene!”. Ovvio che quel commento è stato fatto in buona fede, ma poi può esserci la strumentalizzazione, anche perché chi ha fatto quell’affermazione non ha la capacità tecnica per affermare se anche gli alberi abbattuti, i cui tronchi non erano cavi, fossero effettivamente ammalati e, quindi, da abbattere.

Da quanto detto mi sembra che, nonostante siano passati più di dieci anni, anche alcuni cittadini fortemente critici con l’amministrazione comunale nonché, ovviamente, le opposizioni, non abbiano ancora assimilato un bel proverbio che uno dei più grandi presidenti della Repubblica che il nostro Paese abbia mai avuto, Sandro Pertini, soleva ripetere: “A brigante, brigante e mezzo“.

Anch’io ho la mia ricerca: le copie omosessuali non vincono mai al lotto

27 agosto 2015 da Emilio Conti

di Alessandro Robecchi – www.alessandrorobecchi.it

Solenne promessa: non parlerò del meeting di Rimini, di Cl, degli applausi a Renzi. Cioè, volendolo fare basterebbe fotocopiare gli articoli degli ultimi anni, forse degli ultimi secoli, visto che l’attività prevalente nel noto festival di misticismo&affari è battere le mani. Lì sono stati applauditi, e salutati come salvatori della patria, tutti, ma proprio tutti: Berlusconi e Monti, Formigoni e Renzi, il commissario Basettoni, Odoacre re degli eruli (V secolo d.C), protomartiri, alpinisti, guidatori di carrozze, economisti, gente che fa il cubo di Rubik in sei secondi. Si presentasse Tom Cruise vestito da alpino: applausi. Comparisse Balotelli: ovazione. Dunque niente, farò obiezione di coscienza, almeno fino a quando (speriamo mai, eh!) non verrà ospitato al meeting qualche Califfo dello Stato Islamico: battimani sfrenato, perché dopotutto anche lui è molto religioso. E va bene: è il segnale che a quelli lì, tanto devoti, il mondo va bene così com’è, basta che uno comandi qualcosa, dall’economia planetaria alla municipalizzata, e loro sono contenti, e lo appoggiano convinti.
Ma quest’anno il Meeting di Rimini ha presentato – subito nascosto e scopato sotto il tappeto – anche un siparietto satirico di discreto impatto. Protagonista e capocomico, il predicatore domenicano Giorgio Carbone, quello che ha citato una ricerca danese secondo cui le coppie omosessuali hanno più problemi cardiovascolari rispetto alle coppie etero. Molto divertente. Va detto che nel timore – anzi nella certezza – che il pubblico ciellino applaudisse anche lui, l’organizzazione è corsa ai ripari e gli ha vietato ulteriori spettacoli. Peccato. Dunque lasciatemi protestare vibratamente contro questa censura: non si interrompe un’emozione! In altre affollate riunioni di devotissimi, chissà, padre Carbone avrebbe forse illustrato uno studio dell’università di Tubinga (i gay non vincono al lotto) o un dotto trattato di qualche ateneo del Wisconsin (i rapporti prematrimoniali sono dannosi per il menisco). Insomma, a Rimini resta la noia degli applausi scontati e viene vietato il garrulo buonumore del teatro dell’assurdo, e questo è male. Si aggiunga una notazione, per così dire, di natura mediatica: non ci aspettavamo da religiosi così studiosi e colti il ricorso al noto trucchetto della “ricerca”. Ma sì, quella cosa che serve a fare titoli ad effetto e a guadagnare clic nelle colonnine a destra dei giornali online. Il trucco è semplice: si cita una ricerca, un’università a caso, un pool di studiosi, un nome roboante, e gli si attribuisce qualcosa di grandiosamente insensato. Chi mangia funghi è portato per la matematica. Gli zoppi ce l’hanno grosso. Le bionde tradiscono più spesso. Eccetera eccetera. Il resto è affidato alla morbosità (o al dadaismo) del lettore, che clicca e ride. E’ un trucco recentemente tracimato nei talk show e nel dibattito politico: chi è a corto di argomenti butta lì i risultati di una fantomatica ricerca, tipo: secondo prestigiosi ricercatori di Uppsala bisogna tagliare la sanità. Argomento inattaccabile, soprattutto per il fatto che tutto resta in superficie, e qualcuno che si va a leggere la fantomatica ricerca non c’è mai (che due palle! Ammesso che esista, sarà in inglese, lunga, coi grafici… mah, facciamo a fidarci che si fa prima). Stupisce dunque che religiosi tanto rigorosi e studiosi (hanno persino una casa editrice) si pieghino a certi trucchetti così banali, ma spiace comunque per la censura a padre Carbone e ai suoi fratelli. Male, molto male. Sarebbe stato meglio un bel dibattito pubblico, magari dal titolo “Dice una ricerca paraguaiana che siano tutti molto stupidi e in malafede”. Ospiti illustri, disquisizioni, ispirati interventi, qualche preghiera. Ah, e poi – dimenticavo – applauso finale con standing ovation.

Rifiuti

19 agosto 2015 da Emilio Conti

Solo da poco sono venuto a conoscenza della risposta del sindaco del comune di Filighera, Alessandro Pettinari, a un’interpellanza fatta dal gruppo consiliare “Il Portone – Per il nostro Paese”.1 Tale risposta, che invito i frequentatori del blog a leggere qui, pur essendo, per ovvie ragioni, piuttosto lunga e articolata, è di una chiarezza assoluta e riepiloga magistralmente l’affaire rifiuti che da anni, ormai, sta tenendo colpevolmente, a mio avviso, in scacco il servizio di raccolta rifiuti di diversi comuni, il nostro compreso.

Di questa vicenda se n’era occupato anche questo blog con un post del nostro bsìa dal titolo Se due milioni vi sembran pochi. Titolo errato, a seguito dell’articolo a cui faceva riferimento apparso sulla stampa locale che parlava, appunto, di due milioni. Dal documento risulta, infatti, che non di due milioni sia la richiesta della Pizzamiglio in caso di mancata ottemperanza a quanto stabilito dalla giustizia, bensì di euro 4.515.000,00 (quattromolionicinquecentoquindicimila). Il titolo del post andrebbe modificato in “Se quattro milioni e mezzo vi sembran pochi”!

Questo è solo uno dei punti importanti che emergono dalla lettura del documento. Ne vorrei sottolineare alcuni altri. Innanzitutto che anche la precedente amministrazione di Filighera (Pernice) aveva invitato l’Unione di Comuni Lombarda Terre Viscontee – Basso Pavese ad attuare quanto disposto dalla sentenza del TAR questo, e siamo al secondo punto, per evitare danni patrimoniali (leggi indennizzi) che la mancata attuazione della sentenza può arrecare ai Comuni coinvolti. Concetto chiaramente ribadito dall’attuale amministrazione che farà di tutto per non essere coinvolta nei danni per le decisioni prese da altri. Ma i punti interessanti sono anche molti altri come la puntuale cronistoria della vicenda.

Nell’invitare, quindi, a leggere attentamente il documento voglio infine sottolineare il comportamento di un’amministrazione attenta agli interessi dei propri cittadini, comportamento che, purtroppo, mi è molto difficile riscontrare nella nostra, tutta intenta ai “frizzi e lazzi” e che rischia, proprio a seguito della sua pervicace “testardaggine” (come sottolineato anche da bsìa), di costarci molto cara.

  1. Grazie Moraschini []