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Non ci riesco

18 settembre 2009 da Emilio Conti

No, proprio non ci riesco! Non provo nessuna pena per le morti dei sei parà in Afghanistan. Non provo nessuna tristezza per persone che hanno scelto volontariamente di fare i militari e che avrebbero dovuto sapere con in guerra si muore. Perché questa è una guerra, checché ne dicano i nostri politici che, acuti lettori di Orwell, sanno sfruttare a meraviglia la neo-lingua dove la guerra viene chiamata “mantenimento della pace”.

No, non ci riesco a piangere! Anzi, sono disgustato dalla grassa ipocrisia della nostra televisione, dei  nostri politici e dei benpensanti che ieri trasudava in ogni dove come il grasso da un pezzo di lardo gettato su una graticola incandescente. Dove sono questi eccelsi politici, questi giornalisti servi del regime, questi benpensanti che offrono sesso in cambio di incarichi di prestigio quando quotidianamente muoiono dei poveri operai mentre svolgono, sfruttati dai nostri eccelsi “imprenditori” che non hanno di meglio di cercare di ammorbidire la già morbida legge che quei lavoratori dovrebbe proteggere, il loro dovere per un tozzo di pane? Per loro niente funerali di stato o feretri imbandierati: solo notizie date di sfuggita, quasi con vergogna. Questa è la vera strage!

No, proprio non riesco a provare dell’umana pietà di fronte a questo carrozzone indegno che continuiamo a chiamare “politica”, che però un risultato l’ha ottenuto: non la pacificazione di quel lontano stato, ma aver fatto saltare la grande manifestazione di domani; la disdetta è stata talmente veloce che ci sarebbe da pensare che non si stesse aspettando altro. Questa salta: ma i vari spettacolini? Le  partite di calcio? THE SHOW MUST GO ON! Lo spettacolo deve continuare. Certo, sarà solo una “coincidenza”!

Scusate, ma proprio non ci riesco.

Una risposta a “Non ci riesco”

  1. Emilio Conti dice:

    Dobbiamo ammettere che Emilio è riuscito a condensare in poche righe alcuni problemi sensibili che gravano sul nostro Paese, sui quali siamo tutti chiamati a riflettere.
    Proprio partendo dal collegamento che lo stesso Emilio ha fatto, mi è venuto di confrontare la morte dei sei soldati con quella di tanti altri giovani (e meno giovani), che muoiono nei cantieri o nelle fabbriche.
    Io ritengo, e ne sono convinto, che i nostri soldati siano in Afghanistan non per particolari ideali di libertà (non certo per difendere la patria, che è qua e non è là) o ancora meno per “esportarvi la democrazia” (manco fosse una merce), ma semplicemente a svolgere un lavoro, cercando di farlo al meglio con i mezzi messi a loro disposizione.
    Perché oggi fare il militare, penso non sia altro che un lavoro.
    I motivi per cui tanti giovani si arruolano possono essere vari: perché gli piace, perché non hanno alternative, perché lo hanno già fatto genitori o parenti prima di loro, come lavoro temporaneo in attesa di altre opportunità. Proprio come le scelte di lavoro di tutti i giovani.
    Penso anche che i nostri soldati accettino di andare in Afghanistan (o in Iraq o in qualsiasi altro teatro internazionale) per guadagnare qualcosa in più (si sa che la diaria per la trasferta in un Paese a rischio è più alta), perché anche loro devono pagare le bollette, mandare i figli a scuola, potersi sposare, pagarsi il mutuo o migliorare la loro vita.
    Una cosa è certa: andandoci sanno dei rischi altissimi che corrono perché in Afghanistan, checché ne dicano, c’è una guerra vera e propria in corso; ma forse che i lavoratori che continuano ad andare su ponteggi insicuri non sanno che corrono dei rischi? Ma per necessità continuano ad andarci.
    Ecco perché emotivamente partecipo al lutto delle famiglie dei sei soldati uccisi.
    Quello che mi dà alquanto fastidio è invece il modo con cui alcuni giornalisti, sia televisivi che della carta stampata, affrontano queste tragedie, e cioè rispolverando ogni volta una retorica stantia, parlando di eroi, di sacrificio, di gloria, ecc.. Per non parlare poi di tanti politici nostrani e delle loro insopportabili comparsate in televisione.

    sgur_di_trì

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