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Di tutto, di più: e la crisi?

15 febbraio 2010 da Emilio Conti

I cittadini italiani che hanno ancora un po’ di senso della democrazia e della decenza è da qualche tempo che, di fronte alla continua fiumana di escrementi che fuoriesce dalle istituzioni, si stanno domandando, dopo aver preso un gastroprotettore per evitare di vomitare, cosa stia facendo questo governo per fronteggiare la crisi.

E’ ormai da due anni che siamo in mezzo al caos economico-finanaziario e in questo periodo, anziché vedere i nostri governanti darsi da fare per fronteggiare adeguatamente una situazione economica grave, assistiamo a una moglie che dà del malato al capo del governo, veline (per non dire volgarità) che vengono candidate si sa fin troppo bene per quali meriti, escort, trans e droga (ma lor_signori non finiranno certamente come il povero Cucchi). E l’attività parlamentare? Due anni concentrati su lodo Alfano, Legittimo impedimento, Processo breve, Lodo Alfano costituzionale, guerra a Sky, guerra a YouTube e ad Internet in generale.

Non pago di tutto questo, l’arzillo vecchietto continua impunemente a girovagare per il globo terracqueo raccontando barzellette di dubbio gusto (eufemismo), pronunciando battutacce che neanche al bar Sport e trovando pure chi batte le mani e sghignazza. Miserie italiche!

E la crisi? Va bene che siamo l’unico paese con un ministro dell’economia che non è un economista ma un tributarista che non fa altro che sfornare condoni (sempre meglio comunque di una Carfagna, per dire), ma cosa si è fatto veramente contro la crisi?

Per un anno intero, e forse anche di più, li abbiamo sentiti dire che la crisi non c’era. Che chi parlava di crisi era un uccello del malaugurio e che a furia di parlarne poi la crisi si sarebbe verificata. Ministri che spargevano, complici i media, ottimismo sciagurato. Ma, dopo più di un anno, anche il più rimbecillito degli italiani aveva capito che la crisi c’era, eccome!

Allora si è cambiata strategia (da buoni pubblicitari quali sono) e hanno aggiustato il tiro: la crisi c’è ma l’Italia è messa meglio degli altri stati. Sarà vero? I dati sono questi. Nell’ultimo biennio, anni 2008 e 2009, il PIL italiano è sceso del 5,9% (-1% nel 2008 e -4,9% nel 2009): quasi sei punti percentuali in meno in due anni. Secondo l’ultimo Economic outlook dell’Ocse, nello stesso periodo il PIL Usa è sceso del 2,1% e del 2% quello della Francia (solo un terzo del nostro); in Spagna il PIL è sceso del 2,7%; in Germania del 3,9%; nel Regno Unito del 4,1%. Solo il Giappone è al nostro livello: -6%.

Visto però che i numeri non mentono, allora anche loro hanno tirato fuori il loro bel numeretto che consisterebbe nel tasso di disoccupazione che in Italia sarebbe ben minore che nel resto d’Europa. Ma, da buoni pubblicitari, sono riusciti a taroccare pure quello, calcolando tra gli occupati i lavoratori in Cassa integrazione!! 😯 Geniale! Solo che una persona che percepisce l’assegno di Cassa integrazione significa che è una persona che NON lavora. E una persona che NON lavora pare chiamarsi disoccupato! Se, quindi, si aggiungono tutti coloro che sono in Cassa integrazione allora il tasso di disoccupazione dell’Italia diventa superiore a quello degli altri paesi industrializzati europei.

Altra storiella che ci hanno propalato è quella secondo la quale usciremo dalla crisi prima e meglio degli altri. Qualche giorno fa il governatore di Bankitalia ha rivelato che il tasso di crescita per l’anno in corso dovrebbe attestarsi allo 0,7%, sempre che tutto vada per il meglio, e non è detto. Visto che gli altri paesi cresceranno in media di più dell’!% e visto che, sempre gli altri paesi,  devono recuperare una perdita del PIL inferiore alla nostra, qualcuno saprebbe spiegarmi come faremo a uscire prima e meglio dalla crisi?

Ma non preoccupiamoci: adesso è il momento delle massaggiatrici e istruttrici di salsa. La plebe può attendere. Al massimo può salire su qualche tetto.

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