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Il diavolo fa le pentole ma non i coperchi!

29 gennaio 2013 da Emilio Conti

Su La Provincia Pavese di oggi, nell’apposita rubrica dedicata alle lettere dei lettori, viene pubblicata la lettera, a firma Fabio Zucca – sindaco di Belgioioso, Andrea Staniscia – assessore all’ambiente e Antonio Rogato – assessore al bilancio, sotto al titolo “I conti del Comune e il gassificatore” con la quale i suddetti tre firmatari controbattono ad una lettera pubblicata, con il titolo “Gassificatore la solita scusa“,  nella stessa rubrica in data 22 gennaio 2013 scritta dal Sig. Giuseppe Fraschini.

In quella lettera il Fraschini contestava le scuse addotte dalla nostra amministrazione per giustificare il mancato rispetto del patto di stabilità. Scuse che vengono immancabilmente e stucchevolmente reiterate anche nella lettera di risposta dei tre amministratori. Scuse, per altro, ormai stranote in paese e a cui nessuno dà alcun credito.

Ma non è su questo che vorrei soffermarmi, ma su un passaggio particolare della lettera dei “magnifici tre” che testualmente recita: “L’ex assessore di Belgioioso (riferimento al Fraschini [N.d.R.]), persona normalmente informata dei meccanismi della pubblica amministrazione, appare infatti (con riferimento alla lettera del Fraschini [N.d.R.]), a chi lo conosce, come scritta da altri anche perché fotocopia di analoga interpellanza presentata dall’altro ex assessore Flavio Polloni: che vi sia comunanza di intenti?“. Come dire: “la lettera mica l’avrebbe scritta il Fraschini; forse l’ha scritta il Polloni e l’ha fatta firmare al Fraschini per non apparire come il vero artefice della missiva”. In pratica, questi signori, vorrebbero instillare nell’opinione pubblica belgioiosina che, forse, il Fraschini sarebbe una marionetta manovrata dal Polloni.

La cosa appare piuttosto strana anche perché in paese è diffusa la voce che tutte le lettere inviate a La Provincia Pavese che prendono le difese del nostro sindaco, o che ne magnificano le azioni, firmate dalle più disparate persone, siano in realtà scritte dal sindaco stesso. Noi non abbiamo la prova che ciò sia vero, registriamo semplicemente ciò che la gente “mormora”.  Ma proprio la lettera firmata dai tre amministratori potrebbe far luce sul mistero.

La lettera, infatti, inizia così. “Leggo con sconcerto (…)“. Ora, se ricordo bene quel po’ di grammatica della lingua italiana imparata alle elementari e alle medie, il soggetto di “leggo” è la prima persona singolare, cioè “io”.  Non vi sembra strano iniziare una lettera sottoscritta da tre persone che ha come soggetto “io”? Se veramente quella lettera l’avessero scritta i tre che l’hanno firmata, avrebbe dovuto avere come soggetto la prima persona plurale, cioè “noi”, ed iniziare, quindi,  con: “Leggiamo con sconcerto (…)”.

Allora sorge una domanda: chi dei tre si cela dietro a quell’io? Mistero visconteo? Oppure la conferma di quello che si vocifera nel paesello? Ma come recita il proverbio: “Il diavolo fa le pentole ecc. ecc.”

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