Too Cool for Internet Explorer

Uccidete Ipazia!

22 aprile 2010 da sgur_di_tri

Finalmente nei prossimi giorni uscirà nelle sale cinematografiche italiane il film “Agorà” del regista Alejandro Amenabar, presentato al Festival di Cannes nel 2009, che narra la tragica storia di Ipazia (interpretata dall’attrice inglese Premio Oscar Rachel Weisz), donna di grandissima cultura che fu lapidata dai cristiani nel 415 d.C. ad Alessandria d’Egitto, vittima dell’eterno conflitto fra scienza e fede.

Potrà sembrare strano ma pare che il film non riuscisse a trovare un distributore che lo portasse in Italia (nonostante siano passati 1600 anni Ipazia è ancora un personaggio così scomodo?) e per questo si erano mossi in tanti (anche attraverso internet – vedi qui) per reclamarne la visione anche da noi. Uno di questi è stato il noto matematico Piergiorgio Odifreddi: “Ipazia divenne la prima martire della scienza per mano di uomini mandati dal vescovo di Alessandria, Cirillo. Sono trascorsi tanti secoli ma siamo ancora allo stesso punto”.

Il contesto storico in cui gli avvenimenti narrati nel film ebbero luogo è la fine del IV  e l’inizio del V secolo, periodo in cui il cristianesimo, a partire dall’editto di Costantino nel 313, dapprima cessò di essere perseguitato, per poi diventare religione di stato con l’editto di Teodosio nel 380. Da lì iniziò a sua volta a perseguitare nel 392 i “non cristiani”, distruggendo i templi greci e bruciando i libri cosiddetti “pagani”.

Cirillo dopo essersi insediato nel 412 Vescovo di Alessandria dapprima fomentò l’odio contro gli ebrei, costringendoli all’esilio e poi servendosi di squadre di monaci fondamentalisti sparse il terrore nella città contro tutto quello che non era cristiano, arrivando perfino a colpire il governatore romano Oreste. Ma il suo obiettivo principale fu Ipazia, che, in quanto donna, non aveva diritto di parola pubblica.

Di questo drammatico episodio narra il film, che porta di grande attualità il tema dell’intolleranza (potete vedere qui il trailer del film in italiano).

Lasciate un commento

Dovete effettuare il login per inserire un commento.