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Viva la cultura

18 ottobre 2009 da Emilio Conti

Nonostante noi italiani ci vantiamo di essere degli amanti del bello – ci gloriamo di avere il paesaggio più bello, gli artisti più dotati (una volta in gran numero, adesso un po’ meno), gli stilisti migliori – io sono arrivato alla conclusione diametralmente opposta: per amare il bello, e per bello non intendo solo i paesaggi, ma anche, se non soprattutto, le opere d’arte, e non solo quelle grandiose, ma anche  quelle  minori, è indispensabile che all’arte ci si accosti in giovane età e che coloro che sono preposti alla nostra educazione ce la facciano comprendere. Ricordo lo stupore che provai nel vedere una scolaresca, formata da alunni che avranno avuto al massimo otto anni, seduta per terra davanti ad un quadro spettacolare in un notissimo museo parigino attentissimi a seguire la spiegazione  a loro impartita dall’insegnante. Ricordo che dissi, rivolto a mia moglie: “Come da noi”.

Qui, invece, i bambini preferiamo avvicinarli al bello solamente con ore di catechismo, ore di religione e comunioni. Per cui solo più tardi, quando arriveranno alle medie superiori – e non in tutte – incominceranno a studiare un po’ di Storia dell’arte. Tralasciando il tema Musica – altra nota dolente – se i presupposti sono questi trovo molto difficile definirci “amanti del bello” – se non per vanagloria, perché per apprezzare il bello è necessario un minimo di cultura. Che non abbiamo perché  nessuno ce l’ha fornita e solo pochi se la sono fatta da autodidatti. E non è certo organizzando qualche mostra estemporanea di qualche importante pittore che possiamo risolvere il problema perché poi quel che conta sono i risultati. E i risultati sono la continua devastazione del territorio (a proposito di paesaggio) attuata con cementificazioni selvagge e con edifici orrendi, con ristrutturazioni di costruzioni storiche che ne hanno snaturato le sembianze.1

Pretendere, quindi, che i nostri amministratori locali siano sensibili a questo tema risulta essere ottimistico. E infatti adesso vorrebbero far costruire in aree dove tali costruzioni ostacolerebbero la vista di due monumenti rilevantissimi della storia belgioiosina come la chiesa dei Frati e la chiesetta del Morone. Basterebbe ricordarsi di quanto ci è venuta a costare la ristrutturazione della chiesa dei Frati per indignarsi di un progetto simile. Questa chiesa è (era?) il biglietto da visita di Belgioioso per coloro che vi giungono provenienti da Pavia. Una volta il suo campanile si stagliava nitido contro il cielo e lo si poteva vedere in lontananza. Adesso la vista è già un po’ compromessa dalle costruzioni della zona artigianale. Sarà per questo motivo che la si vuole impedire definitivamente? L’opposizione si è dichiarata contraria (ottimo) così come si è detta contraria all’abbattimento della vecchia cabina dell’Enel nella cui area è prevista la costruzione di villette. Il motivo lo ha spiegato chiaramente Giuzzi: “Si tratta di archeologia industriale”. Quale è stata invece la reazione del nostro sindaco? Che se l’è presa con quelli che erano contrari all’acquisto del Castello! Cosa centri l’acquisto del Castello con la preservazione di un edificio credo sia un tema che riguardi più la psicologia che la logica. Constatiamo quindi che a fronte di una valida argomentazione – archeologia industriale – dall’altra parte non ci sono state  contro-argomentazioni per cui si arriva all’inevitabile e solita arroganza. Appunto: il risultato della mancanza di cultura di cui si diceva. D’altra parte non siamo nuovi alle contraddizioni di questo personaggio: ama l’ambiente (a parole, tanto cosa costa?) e poi ti vuol piazzare una “discarica” chimica. Valorizziamo il patrimonio artistico del paese, ma poi se qualche bel condominio ne copre la vista che importa? Basta andare più vicino, no?! Sarebbe anche stato interessante conoscere l’opinione dell’assessore alla cultura. Non dovrebbe essere questo il suo ambito di competenza? Ma, evidentemente, prudenza ha suggerito il silenzio.

P.S. Trovo anche ingiustificabile e piuttosto strana questa continua corsa alla cementificazione del paese da parte di questa amministrazione. Non bastano le oscenità già perpetrate? Ma questa è un’altra storia!

  1. Su questo tema si veda il post L’ultimo angolo []

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