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Sfortunate combinazioni

10 dicembre 2012 da Emilio Conti

La Storia insegna che quando si arriva a una determinata situazione la colpa non va mai ricercata in un singolo accadimento, ma è il risultato dell’accumularsi di avvenimenti successivi.

In questi ultimi anni noi italiani abbiamo avuto la “sfortuna” di essere stati governati da un incapace (o meglio. da uno capacissimo di farsi gli affari suoi) che  ha portato, ma non è solo colpa sua, la nostra nazione sull’orlo del baratro. Contemporaneamente abbiamo avuto la sciagura di avere, quello che personalmente considero, almeno da quando ho coscienza politica, il peggior Presidente della Repubblica che l’Italia abbia avuto, che ha inanellato una serie di svarioni da far impallidire quelli dello stesso B. Cercherò di argomentare il motivo di una così pessima valutazione.

Leggi vergogna – Napolitano ha firmato senza indugio quasi ogni legge che gli veniva sottoposta dal governo Berlusconi. Firmava tutto. Qualcuno sosteneva che se gli avessero sottoposto pure una cambiale in bianco, avrebbe firmato pure quella. Qualche giornale all’epoca sostenne, Costituzione alla mano, che un Presidente della Repubblica poteva anche rifiutarsi di firmare. Ma per Napolitano, una stampa mai così pronta a prenderne le difese (e sto parlando dei maggiori quotidiani: Corriere, Repubblica, Stampa) si inventò il ritornello che “il Presidente può rifiutarsi da firmare una legge solo se palesemente incostituzionale”. Una palla colossale, perché la nostra Costituzione dice semplicemente che il Presidente può rifiutare la firma motivando le ragioni del rifiuto. Da notare che successivamente la Corte Costituzionale dichiarò incostituzionali molte di quelle leggi, e allora uno si chiede: ma se il presidente poteva rifiutare la firma se palesemente incostituzionale perché non lo ha fatto? Incapacità di distinguere una legge costituzionale da una che non lo è? Poi salta fuori la storia che, comunque, le leggi respinte dal Presidente della Repubblica, se gli vengono riproposte, lui le deve firmare obbligatoriamente. Verissimo. Ma non è un buon motivo per firmare velocemente tutto. C’è una bella differenza, dal punto di vista simbolico, tra il firmare una legge immediatamente e il firmarla perché si è obbligati. E questo fu uno degli altri argomenti usati dalla stampa per difendere Napolitano. Ve lo ricordate quando redarguì, puntandogli il dito contro, un povero pensionato che gli chiedeva di non firmare una delle tante leggi vergogna? Un episodio che rimarrà scolpito nella mia mente per sempre.

Fini se ne va – Dopo un furibondo scontro con Berlusconi (“Che fai? Mi cacci?”) Fini decide di uscire dal governo. È il novembre del 2010. Dopo un fatto simile, che prefigura la caduta del governo stesso, si sarebbe dovuto andare in Parlamento e chiedere la fiducia che, in quel frangente, sarebbe stata negata e si sarebbe andati alle elezioni anticipate. Ricordate bene la data perché l’attacco speculativo all’Italia non partirà che nel luglio dell’anno successivo, il 2011. Ma cosa fa Napolitano? Commette un errore madornale: anziché andare subito al voto di fiducia, non si sa con quali argomentazioni, convince Fini a rinviarlo di un mese. Un errore madornale perché darà il tempo a Berlusconi di “comprarsi” alcuni parlamentari (ve lo ricordate Scilipoti?) ed ottenere, seppur di misura, la fiducia. L’errore è madornale soprattutto perché la speculazione non c’era e le elezioni si sarebbero svolte pacificamente e sarebbero stati i cittadini italiani a decidere da chi essere governati. E invece no! Il governo B. si trascinerà malamente, e trascinerà l’Italia vicino al baratro, fino al novembre del 2011. In sostanza, con quella mossa, Napolitano è la concausa del disastro fatto da Berlusconi.

Governo Monti – Messo alle strette dall’Europa e, forse, divenuto consapevole dell’errore, nel novembre dell’anno scorso Napolitano convince B. a farsi da parte e compie una manovra se non ai limiti del golpe (come qualcuno ha sostenuto), sicuramente poco democratica: fa senatore a vita il rettore della Bocconi, il Prof. Monti, dandogli l’incarico di formare un nuovo governo, quello che ci sta ancora governando. Altro errore, perché sulle modalità dell’insediamento di Monti si può anche discutere, ma se formi un governo diverso ma mantieni lo stesso Parlamento è abbastanza evidente che il nuovo governo resterà sotto ricatto della maggioranza belusconiana. Inoltre, di Berlusconi si possono dire le cose peggiori, ma è una persona che è stata eletta in elezioni democratiche, e non è stata imposta dall’alto. Quello che ha fatto, ma, soprattutto, quello che NON ha fatto il governo Monti l’abbiamo sotto agli occhi. L’unico risultato positivo è che Monti, non essendo una persona screditata come B., ha ridato all’Italia un’immagine migliore e per questo motivo, e solo per questo, che la speculazione che da una anno a questa parte stava martellando il nostro paese, ci ha dato un po’ di tregua. Il disastro sociale, però, che il governo Monti ha provocato è sotto agli occhi di tutti.

Napolitano e la magistratura – La Procura di Palermo nel corso dell’indagine della”Trattativa Stato-mafia” si imbatte nelle intercettazioni telefoniche tra Mancino, indagato e privato cittadino, con la Presidenza della Repubblica e con il Presidente stesso. Si scatena il finimondo. La solita stampa amica martella la pubblica opinione sostenendo che il Presidente NON può essere intercettato! Sorvola sul fatto che NON era il Presidente ad essere intercettato, ma Mancino. Non c’è verso: quelle (del Presidente della Repubblica) registrazioni andavano immediatamente distrutte. Anche in questo caso una palla colossale. Allora Napolitano cosa fa? Solleva il conflitto di attribuzione presso la Consulta. Uno dei massimi costituzionalisti italiani, Gustavo Zegrebelsky, anticipa il verdetto: la Consulta non potrà dare torto al Presidente della Repubblica. E così è stato! Con la conseguenza che adesso abbiamo un Presidente che ha le stesse prerogative di segretezza sul suo operato di un monarca medievale. Non solo, un comportamento simile dà adito alle più maligne interpretazioni. Ma il rapporto di Napolitano con la magistratura non è mai stato molto idilliaco, va ricordato il suo intervento nell’inchiesta dei pm di Salerno contro i pm di Catanzaro per “leggere gli atti” che non rientra assolutamente nei compiti istituzionali di un Presidente della Repubblica. Perché lo ha fatto?

Legge elettorale – È un continuo “monitare” affinché il Parlamento modifichi la legge elettorale. C’è chi sostiene che Napolitano sia terrorizzato all’idea del numero di eletti nel Movimento a 5 stelle che potrebbero entrare in Parlamento se dovesse rimanere l’attuale legge, carinamente soprannominata “porcellum”. I suoi interventi sono stati talmente frequenti che la Bonino non ha esitato a definire il comportamento del Presidente come vero e proprio stalking istituzionale. Ma un Presidente non deve continuamente interferire con i lavori del Parlamento.

Decreto salva ILVA – Sulle vicende giudiziarie dell’ILVA e dei suoi padroni, la famiglia Riva, non mi dilungherò perché il fatto è talmente recente che è a conoscenza di tutti. Per far continuare l’attività dell’acciaieria, però, bisogna annullare le decisioni della magistratura e il governo Monti ha preparato un decreto che permetterà il dissequestro degli impianti. Da tutti i costituzionalisti questo decreto è stato giudicato incostituzionale, ma a quanto è dato sapere, sembrerebbe che il Capo dello Stato sia intenzionato a firmarlo (è più forte di lui). Dov’è la stampa amica che sosteneva che non bisogna firmare solo se una legge è palesemente incostituzionale? Questo decreto lo è, facciamo finta di niente?

Ritorno in campo – Due giorni fa, a sorpresa (si fa per dire), B. proclama di ri-ri-ri-ridiscendere in campo. Monti, tipo alquanto permaloso (dicono) e forse stanco dei ricatti a cui è sottoposto dalla componente berlusconiana in Parlamento, decide di dimettersi  appena approvata la legge di “stabilità”, di fatto terminando anticipatamente, a quanto convenuto e sperato da Napolitano, la legislatura. Dicono che Napolitano non sappia più che pesci pigliare e si sia preso una settimana di tempo per meditare. Chi è causa del suo mal … Il fatto è che il “mal” è soprattutto quello dei cittadini italiani.

Conclusione: personalmente nell’operato di questo Presidente io vedo solo ombre, non so voi. Di sicuro una buona parte della situazione in cui versiamo è anche causa delle decisioni prese da Napolitano. Tra poco scadrà il suo mandato. Si chiuderà una parentesi. La prossima sarà migliore?

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