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Cani e regolamenti

23 agosto 2009 da Emilio Conti

A seguito della nota vicenda del divieto dell’ingresso dei cani negli esercizi dove vengono “trattati” generi alimentari e a seguito anche dei post del “collega” bsìa (e conseguenti “polemiche”) ho ricevuto dall’assessore Polloni alcune note di chiarimento e precisazione. Ringraziando l’assessore per l’autorizzazione, le propongo volentieri all’attenzione dei frequentatori del blog.

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Emilio,
mi intrometto solo per fare un po’ di chiarezza sulla vicenda riguardante l’ingresso dei cani nei luoghi pubblici dove si vende, si somministrano o si producono alimenti. Premesso che il sottoscritto non ha nulla contro il cosiddetto migliore amico dell’uomo (ma contro la maleducazione e l’arroganza di molti proprietari si), l’anno scorso ho elaborato un semplice regolamento con la collaborazione del Segretario Comunale che tratta la materia in oggetto. Successivamente ho sottoposto all’attenzione dei capigruppo il testo. L’ho fatto anche altre volte (per esempio per il ben più complicato regolamento cimiteriale) affinché si arrivasse a portare all’approvazione del Consiglio Comunale un testo condiviso da tutti (maggioranza ed opposizione). Ho sempre considerato utile la partecipazione degli esponenti dell’opposizione, e di chi ne avesse la volontà, alla elaborazione di qualsiasi regolamento comunale. Infatti al testo originale di questo regolamento sono state apportate alcune modifiche suggerite dal dott. Giuzzi, mentre gli altri capigruppo mi avevano fatto sapere che per il loro gruppo il testo poteva andare bene come da prima stesura. Il regolamento così ecumenicamente concepito è stato portato all’approvazione del Consiglio Comunale il 20 dicembre 2008 e solo il caso ha voluto che per vari motivi in quella seduta risultassero assenti sia l’opposizione al completo che il sottoscritto. Ripeto, per altri motivi e non per boicottarne l’approvazione. Questa l’origine del regolamento. Altro è un’ordinanza. Ma non è questa la sede per dissertare su ciò. Come si sa, l’Italia è il paese dove più alta è la produzione di leggi e dove di contro meno si fanno rispettare. Potrei fare molti esempi a tal proposito. Mi limito ad uno soltanto. Forse non tutti sanno (o forse fan finta di non sapere) che sono vietate le affissioni fuori dagli spazi assegnati e men che meno ai cartelli della segnaletica stradale. A chi non è capitato di vedere propagandata qualche sagra o festa sui cartelli stradali, sugli alberi e quant’altro? Ancora oggi nessuno si sogna di far rispettare queste norme. Da qualche anno a questa parte nel territorio del nostro comune ho intrapreso anche la lotta contro questo vero e proprio imbrattamento. Molti hanno fatto ricorso al giudice di pace ed hanno perso. Tornando alla vicenda “cani”, si sta tentando di far passare che il Comune abbia introdotto una norma che vieta l’accesso agli animali nei luoghi sopra citati. Niente di più sbagliato. Trattasi infatti di una legge di Igiene Regionale approvata fin dal lontano 1985, se non ricordo male, e che il Comune intende solo far rispettare, né più né meno di tutte le leggi vigenti. Non si tratta di lasciare facoltà agli esercenti di decidere se consentire o no l’accesso. E non ha neanche senso sostenere come fanno alcuni che nessun Comune (ma non è vero neanche questo) fa rispettare questa legge. Che poi le ASL, o chi a ciò preposto, non effettua i controlli è altro argomento. Perché si è arrivati a questo punto? Semplicemente perchè ci sono state molte lamentele da parte di cittadini che manifestavano avversione a tale “usanza” e che chiedevano se non si potesse intervenire. I controlli sono aumentati finché si è arrivati al punto che ho mandato il vigile a casa del signore che ha rilasciato quell’intervista sulla Provincia per chiarirgli le idee. Tempo perso. Nell’articolo del regolamento incriminato si invitano gli esercenti oggetto di questa legge a farla rispettare esponendo, tanto per cominciare, la vetrofania che indica il divieto di accesso ai cani. Cosa uguale a quella che vieta il fumo. I firmatari della petizione devono aver fatto un po’ di confusione nel senso che, se proprio vogliono, è alla Regione Lombardia che dovevano inviare la richiesta di abrogazione della legge e non di chiedere al Comune di togliere un articolo che chiede solo di farla rispettare. Leggendo il nome dei firmatari però mi viene il dubbio che qualcuno abbia deciso di strumentalizzare la vicenda. Non faccio nomi perché è solo una sensazione, ma la puzza la sento forte. Oltretutto si arriva al paradosso che i firmatari chiedono invece il rispetto delle norme riguardanti le deiezioni, la museruola e quant’altro. Ti assicuro che questa è una battaglia intrapresa già da tempo e che ora cercherò di intensificare non fosse altro che di tutti i signori che hanno firmato questa richiesta ce ne fosse uno (è sotto gli occhi di tutti) che gira con il cane, in luoghi pubblici, con la museruola (le dimensioni non contano) e con il guinzaglio lungo al massimo un metro e mezzo. Sì, perché anche questo dice la legge (di sicurezza questa) mentre tutti si sentono autorizzati a girare con un guinzaglio tipo “bindela” per capirci. Inoltre, tanto per non far mancare nulla, stiamo cercando di acquistare l’apparecchio (impresa ardua, non ci crederai) che consente l’immediata verifica della registrazione del cane tramite microchip e non più il semplice tatuaggio, all’anagrafe canina istituita anch’essa dalla Regione. Questo anche per fare un controllo sui cani. Ma questi signori che vogliono farli entrare nei loro esercizi che certezza hanno che l’animale non abbia malattie e che abbia fatto la profilassi e ciò che prescrive la legge? Nessuna! In conclusione ti lascio una nota per farti capire il livello di almeno un paio di persone con cui ho scambiato qualche opinione sull’argomento e che mi han detto che sarebbero più d’accordo se ci fosse una legge che impedirebbe, più che ai cani, l’accesso in questi locali a marocchini e romeni. Non importa. Sarà dura ma l’impegno non mancherà.
Flavio

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