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Diritto alla salute?

23 novembre 2012 da Emilio Conti

La nostra Costituzione all’articolo 32, al primo comma, recita: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti”.

Due sono quindi gli aspetti enunciati: innanzitutto che la salute DEVE essere tutelata in quanto DIRITTO FONDAMENTALE di ogni individuo; secondariamente che lo Stato (meglio la Repubblica) deve garantire cure gratuite agli indigenti. E qui sorge il primo problema: come viene stabilito il livello di indigenza? In un periodo in cui gli italiani si stanno velocemente impoverendo questo limite verrà aggiornato oppure rimarrà invariato così da escludere fasce sempre più ampie di cittadini?

Che la nostra Costituzione sia da tempo svillaneggiata proprio da coloro che per primi dovrebbero osservarla, se non altro per dare l’esempio al cittadino comune, ormai è un dato di fatto. Per cui perché dovremmo ancora meravigliarci o indignarci?

Perché, a mio avviso, ci sono aspetti che proprio non riesco a digerire e che, a parere di un inesperto di diritto pubblico come il sottoscritto, violerebbero la Costituzione. Alcuni giorni fa, il Fatto Quotidiano del Lunedì (che è un’edizione completamente diversa da quella quotidiana) ha pubblicato un’inchiesta sulla sanità nel nostro paese. Tra le varie tabelle in essa riportate ce n’è stata una, quella che riporto più sotto, che conferma un dubbio che da tempo mi rode: com’è possibile che rispetto al dettato costituzionale, che riconosce ad ognuno il diritto alla salute, si possa permettere che a pari prestazioni sanitarie possa corrispondere un costo (ticket) diverso? Non è una discriminazione che di fatto può penalizzare/favorire un cittadino della REPUBBLICA ITALIANA solo per il fatto che risieda in una regione anziché in un’altra? Perché, in sostanza, un cittadino del Friuli paga 46 euro di ticket, mentre per la stessa prestazione un lombardo ne pagherebbe 66,15 o un toscano 70,00? Ha più diritto alla salute il friulano? E se sì, in base a cosa? Qualche zuzzerellone potrebbe rispondere: ma benedetto uomo, perché la sanità è stata messa a carico delle regioni e, dal momento che queste hanno una loro autonomia, decidono quello che vogliono!

Certo, però io sostengo che, con riferimento alla sanità, questo comportamento è in contrasto con quanto dispone la Costituzione in quanto la diversità dei ticket sanitari di fatto si traduce in una discriminazione al DIRITTO alla salute.

Ripeto, non sono un esperto, però …

 
Regione Costo ticket in euro
Friuli Venezia Giulia 46
Trentino Alto Adige 36,15
Veneto da 36,15 fino a 46,15
Valle d’Aosta 36,15
Piemonte da 36,15 fino a 66,15
Lombardia da 36,15 fino a 66,15
Liguria 46,15
Emilia Romagna da 36,15 fino a 70,00
Toscana da 36,15 fino a 70,00
Marche 46,15
Umbria da 36,15 fino a 70,00
Abruzzo 46,15
Molise da 46,15 fino a 61,15
Lazio da 46,15 fino a 61,15
Sardegna 47,15
Puglia 46,15
Campania da 56,15 fino a 70,00
Basilicata da 36,15 fino a 66,15
Calabria 46,00
Sicilia 46,15

Nota: la tabella suddetta è stata tratta da Il Fatto Quotidiano del lunedì – 19.11.2012

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