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Urge premio per la satira politica

5 luglio 2010 da Emilio Conti

di Alessandro Robecchi – http://www.alessandrorobecchi.it/

Come ci assicurano le principali agenzie del regime (Tg1 e Tg5), il cuore di Silvio Berlusconi batte ancora. Anzi, il grande timoniere è tornato, e adesso ci pensa lui a risolvere tutti i problemi sul tavolo (possiede un tavolo di otto chilometri quadrati). Il programma è semplice: sacrificare i finiani, fare una pernacchia al Quirinale, mandare in galera i giornalisti, zittire la magistratura, fermare le indagini, accontentare Bossi, sconfiggere la crisi, vincere il concorso “miss maglietta bagnata” di Cesenatico, e persino capire cosa dice Quagliariello, che è la cosa più difficile.

Mentre lui fa tutte queste cose insieme, i suoi alleati, amici, famigli, camerieri e Cicchitto si agitano per assicurarsi almeno qualcosa di quel che rimarrà dopo il disastro, fosse anche soltanto la comproprietà di Ronaldinho e le cravatte di Galliani. Nel tempo libero fondano correnti politiche il cui programma dice al primo punto: basta con le correnti.

Ora, io vi prego di capire il mio dramma: come fare satira su una cosa simile? Come creare un paradosso più potente di questa catastrofe umana e politica di nome Silvio Berlusconi? Mi arrendo, gente: ci vuole uno più bravo, un principe dell’umorismo, un maestro della satira. E dunque gli cedo volentieri la parola. Ecco qui: “La determinazione con cui questo governo ha saputo affrontare la crisi economica e finanziaria e alcune riforme importanti come il federalismo e l’università dimostra che, senza scuse e accuse di complotti, le cose positive sono alla sua portata”.

Ragazzi, questa sì che è satira politica. La prendo di peso dal fondo del Corriere di ieri. Da collezione. Perché chiedere ancora, nel 2010, “riforme liberali” a un tizio che sta per abbattere la libertà di stampa, o che si vanta dei suoi successi economici mentre un giovane su tre non ha lavoro, è come chiedere a uno squalo di diventare vegetariano di colpo. Su, mangia le alghe, amico! E già che ci sei, fai le riforme. Delizioso. Urge premio per la satira politica.

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