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Un lamento inutile

11 novembre 2009 da bsìa

Lo stavo aspettando. 😎 Ormai siamo al riflesso condizionato di Pavlov. A cosa alludo? Ma dai, suvvia, proprio non ci siete arrivati? 😆 Ma alla reazione ad orologeria del commerciante belgioiosino riportata dalla stampa locale1 alla notizia dell’approvazione, da parte della giunta di Albuzzano, alla realizzazione del centro commerciale.

Che reagisca il celebre economista Piazza Claudio passi: nella sua qualità di “presidente del Comitato dei commercianti del Basso Pavese” non poteva fare altrimenti. Lasciano un po’ più perplessi le varie dichiarazioni dei commercianti riportate dal giornale che non mi sembrano, forse tranne un caso, esprimere una vera critica all’apertura del suddetto centro commerciale. Vediamo in dettaglio.

Le più intelligenti, e che dimostrano il vero spirito imprenditoriale, mi sembrano: quella della titolare del negozio di frutta e verdura che sostiene che “La clientela dei supermercati è diversa da quella dei piccoli negozi (…) Instauriamo con i nostri clienti un rapporto di fiducia (…)” Non poteva dire meglio: fidelizzare il cliente fornendogli un buon servizio (buona accoglienza, servizio a domicilio e consigli), cura della qualità dei prodotti e prezzi onesti. Altrettanto interessante la dichiarazione del (ex?) titolare del negozio di elettrodomestici che ha fatto l’unica cosa intelligente che poteva fare (e questo è senso d’impresa) vale a dire si è riconvertito, nel suo caso all’impiantistica. Queste due persone possono essere qualificati come veri imprenditori.

Più cervellotiche le altre dichiarazioni. Il gioielliere che ne fa una questione anche sociale. Ma la socialità, nel nostro paese, ha subito un colpo quasi mortale quando hanno chiuso i due cinematografi uccisi dalla televisione, ma non mi risulta che nessuno si sia lamentato più di tanto tirando in ballo un problema sociale (che, comunque, è reale). Inoltre un gioielliere non dovrebbe temere troppo da un centro commerciale: perché chi vuol comperarsi un Rolex non andrà certo a cercarlo in un centro commerciale. Lo stesso discorso vale per la boutique. Negozi che vendono capi d’abbigliamento di alto livello non hanno certo nulla da temere da un centro commerciale e questo indipendentemente che il centro sia aperto la domenica o meno. Ma questi ultimi due commercianti forse perdono di vista quella che è la vera causa delle loro  preoccupazioni. Non sarà forse la tremenda perdita del potere d’acquisto subita dalla paghe dei lavoratoti dipendenti negli ultimi dieci anni che ha contribuito a spostare gli acquisti dagli esercizi commerciali al dettaglio alla grande distribuzione? Se io ho uno stipendio che mi permette di acquistare il solito Rolex o un maglione di Missoni pensate che andrei ad acquistare un orologio di plastica o un maglione “made in China”?

Le dichiarazioni degli altri commercianti mi sembrano delle semplici ovvietà. Rimangono, comunque, altre domande (retoriche?). Ad esempio: è risaputo che la categoria dei commercianti è quella che maggiormente ha contribuito alla rielezione dell’attuale premier il quale, a parole, è per il libero mercato. E il libero mercato è esattamente questo. Allora di che ci lamentiamo? Se sono un vero imprenditore e l’economia globalizzata sta andando in una certa direzione, dimostro intelligenza ad oppormi  oppure la dimostro adeguandomi? In soldoni: ma perché, se sono veri imprenditori, non aprono negozi anche nei centri commerciali invece di lamentarsi? La grande distribuzione è aperta anche di domenica? Perché non si battono per tenere aperti anche loro i negozi la domenica, invece di inveire ed impedire ad altri di farlo? Anzi, facendo pressioni e ottenere di far chiudere i supermercati  (la Lombardia docet, alla faccia del libero mercato ciellino)?

Ma forse non si rassegnano al fatto che il mondo cambia: quando è arrivata l’automobile, il maniscalco ha chiuso così come ha chiuso l’allevatore di cavalli (a parte, ovviamente, quelli da corsa). La TV e le multisala hanno massacrato i piccoli cinematografi locali. E potrei continuare a lungo con l’elenco. Pensano forse che la gente si rivolga alla grande distribuzione solo per i prezzi più convenienti? Forse anche per quello, ma non sarà anche perché vi è una maggiore scelta e più generi nello stesso posto (frutta e verdura, carni, salumeria, gastronomia, elettrodomestici, giornali, articoli per l’igiene, articoli per la casa, ecc.)?

Ma c’è anche un altro aspetto che molti ignorano o sottovalutano: l’e-commerce, il commercio on-line, che sta mettendo in crisi anche certi settori della grande distribuzione. In questo campo l’elettronica e la telefonia cellulare la fanno da padroni. Nei siti internet si possono acquistare cellulari al 20% in meno che nella grande distribuzione (Media World, ad esempio) e te li consegnano pure a casa tua senza che devi farti chilometri in macchina e spendere un euro di carburante! Poi ci sono i CD e i libri. E ultimamente, almeno io l’ho scoperto da poco, si possono acquistare capi d’abbigliamento di un marchio inglese noto al grande pubblico soprattutto per i suoi impermeabili.

Vi lascio allora con due considerazioni. Quanti di questi commercianti che si son fatti intervistare hanno un sito internet (non dico per le vendite on-line) per farsi un po’ di pubblicità in rete? Non si sono accorti che la battaglia contro il centro commerciale ad Albuzzano è solo un fatto personale del nostro sindaco contro quello di quel paese, la Canini, e che al sig. Zucca dei commercianti di Belgioioso non gliene può fregare di meno? Forse non si sono accorti di essere stati strumentalizzati?

Che il centro ad Albuzzano venga realizzato o meno non cambierà l’andazzo economico mondiale e chi dovrà essere stritolato, verrà stritolato. 😥

 

  1. La Provincia PAVESE di oggi: “No al megacentro commerciale” []

Una risposta a “Un lamento inutile”

  1. bridon dice:

    Aprire negozi nei centri commerciali vuol dire lavorare molto spesso anche la domenica e durante le festività.Siamo sicuri che questi commercianti locali abbiano veramente voglia di farlo?

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