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C’è peccatore e peccatore

20 aprile 2010 da Emilio Conti

Dopo gli ultimi fatti, vorrei raccontarvi un episodio capitatomi di recente.

Circa due mesi fa mia moglie riceve un telefonata dalla compagna di mio nipote che le esprime il desiderio che lei (mia moglie) e il sottoscritto facciano da padrini al battesimo del figlio nato da qualche mese. La consorte rimane un po’ stupita e perplessa: “Perché proprio noi?”, chiede, “Non sarebbe più sensato scegliere delle persone un po’ più giovani? Perché non, ad esempio, tuo cognato e tua sorella?”

“E’ quello che avevamo in mente, in effetti.” – risponde – “Purtroppo, però, mia sorella è divorziata e non può fare da madrina al battesimo. Per questo motivo abbiamo deciso di non coinvolgere altri parenti stretti, che sono troppo vecchi, ma di rivolgerci a voi”.

Inutile dire che abbiamo accettato molto volentieri!

Questo episodio mi è venuto in mente proprio oggi alla lettura della comunione del nostro premier che, come divorziato (e in procinto di un secondo divorzio, per non parlare dei suoi comportamenti privati più che amorali), non avrebbe potuto ricevere (vedi qui e anche qui).

Si capisce che per questa chiesa non tutti i peccatori sono uguali!

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