Too Cool for Internet Explorer

Tassazione equa (un’ipotesi)

15 dicembre 2008 da Emilio Conti

Siamo alle solite. Quando si parla di tassazione a livello locale sembra di assistere a uno spettacolo del circo Barnum: là se ne vedono di tutti i colori, qui se ne sentono di tutti i colori! Domenica scorsa (ieri) compare l’ennesima intervista al nostro sindaco nella quale, in risposta all’accusa di far male i conti del senatore della Lega Nord e sindaco di San Genesio, Roberto Mura, con sprezzo del ridicolo ribadisce per la millesima volta che lui le tasse le avrebbe “diminuite” (con riferimento all’addizionale comunale Irpef). Dico con sprezzo del ridicolo perché ormai sappiamo tutti che due anni fa ci fu un aumento di ben il 60% dell’aliquota e che nonostante due successive piccole riduzioni l’aliquota è ancora del 40% superiore a quella precedente l’incremento (0,50). Per non parlare del solito corollario della famigerata “quota esente”. Evidentemente la faccia tosta (per non dir di peggio) si rivela essere la qualità suprema del far politica oggi in Italia.

L’articolo1 mi dà lo spunto per ritornare sull’argomento tassazione locale per sottoporre all’attenzione dei frequentatori del blog un punto di vista diverso e che ha come scopo la minimizzazione delle distorsioni insite nel nostro sistema di tassazione. Ci ritorno anche perché mi sembra che alcuni concetti non siano assimilati neanche dalle opposizioni, se è vero che in uno degli ultimi consigli comunali la minoranza ha proposto una riduzione dell’aliquota allo 0,20 (o anche allo 0,10) e un aumento della quota esente a 16.000 euro.

Come ho dettagliatamente illustrato in Ipocriti o dilettanti?, il nostro sistema impositivo è affetto da due gravi difetti: l’elevatissima evasione delle imposte dirette (siamo il peggior paese in Europa) e la persona fisica come unità impositiva. Questo fa sì che che la “quota esente”, che comunemente viene considerata un mezzo di equità fiscale, peggiori ulteriormente la situazione. Deve essere perciò ben chiaro che più aumento la quota esente e più favorisco gli evasori e le famiglie plurireddito. Chi ci rimette di più sono le famiglie monoreddito da lavoro dipendente (o da pensione). Qualcuno può domandarsi cosa potrebbe fare un comune di fronte a queste problematiche che sono di competenza più di un ministro e non di un sindaco. Questo è vero, ma ciò non toglie che un’amministrazione comunale possa mitigare queste aberrazioni.

La mia idea è quella di un drastico taglio dell’aliquota dell’addizionale comunale Irpef che si potrebbe portare dallo 0,70 allo 0,15 (significa una riduzione del 78,6%) con l’eliminazione totale della quota esente! Tutti devono pagare l’addizionale comunale! Vediamo quale sarebbe il risultato applicando questa ipotesi ai tre esempi di redditi citati nel post Ipocriti o dilettanti? che riassumo:

Famiglia A Famiglia B Professionista C
Reddito marito 14.000 28.000 14.000
Reddito moglie 14.000 0 0
Reddito totale 28.000 28.000 14.000

Dal momento che viene eliminata la quota esente la famiglia A pagherà 42 euro mentre con il sistema attuale non pagherebbe niente. Anche la famiglia B pagherà 42 euro invece dei 94,50 con il sistema attuale ((28.000 – 14.500) x 0,70%). E pagherebbe anche il professionista C: esattamente 21 euro. Con questo sistema si raggiungerebbero tre importanti risultati:

  1. esatta perequazione tra le famiglie plurireddito e quelle monoreddito;
  2. anche un potenziale evasore si vedrebbe costretto a contribuire;
  3. il comune incasserebbe di più (+11%), vale a dire 105 euro (42 + 42 + 21) contro i 94,50 pagati solamente dalla famiglia B .

Come risultato avremmo una maggiore equità fiscale, una minore evasione e un incremento di gettito. Sebbene questo sistema sia senz’altro migliore dell’attuale, potrebbero esserci comunque dei casi in cui, quantunque basso sia l’importo da pagare, sarebbe equo esentare dal pagamento dell’imposta. Come fare se è stata eliminata la quota esente? Utilizzando un adeguato coefficiente ISEE al di sotto del quale la tassa non verrà pagata.

Penso che sia un’idea da valutare attentamente. Mi auguro che se qualche comune la riterrà degna di interesse abbia almeno la compiacenza di citare questo blog.

  1. “Noi abbiamo ridotto le tasse. Sul serio”La Provincia PAVESE del 14 dicembre 2008 []

Lasciate un commento

Dovete effettuare il login per inserire un commento.