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Un castello che fa acqua

4 aprile 2013 da Emilio Conti

Buongiorno Sig. Conti
ho intravisto all’albo pretorio della Città di Belgioioso la delibera “pasquale” n. 46 del 30.03.2013 con cui viene approvata l’ennesima variante ad un progetto esecutivo per le opere di restauro del castello. Le modificazioni che richiedono un incremento di risorse finanziarie per € 40.000,00 circa, oltre a quanto già previsto nel progetto esecutivo approvato nel novembre 2010, vengono motivate con un imprevisto innalzamento del livello idrometrico che ha alzato la quota della falda acquifera con conseguente allagamento degli scantinati del castello in ristrutturazione.

La giustificazione prodotta mi ha suscitato alcuni dubbi perché, dopo aver partecipato alla recente manifestazione cortigiana del “Fantasy”, visivamente non ho riscontrato né acqua nel fossato del castello e nemmeno nei locali utilizzati dal ristorante posto, presumo, al medesimo livello degli scantinati in cui vengono realizzate le opere di restauro. Com’è possibile che a distanza di qualche decina di metri la falda acquifera possa allagare alcuni locali e risparmiarne altri? Non soddisfatta ho chiesto lumi a qualcuno meglio informato in materia.

Il professionista interpellato mi ha assicurato che nel recente periodo non si sono riscontrate nella zona innalzamenti delle falde acquifere anche in considerazione di un regime delle acque fluviali costante e senza rischi di piena e mi ha evidenziato diverse incongruenze erudendomi su alcune procedure obbligatorie per legge al fine di procedere all’approvazione del progetto di restauro.

Quella che mi ha maggiormente angustiata è che nel settembre 2010 con l’approvazione da parte della Giunta del progetto definitivo del restauro del Castello, in base all’art. 93 comma 4 del Testo Unico sui Lavori Pubblici (Dlgs 163/2006), ANDAVA OBBLIGATORIAMENTE ACQUISITA UNA RELAZIONE IDROLOGICA delle aree su cui si interveniva, al fine di valutare le condizioni idrogeologiche, che ora non possono essere acclarate come impreviste ed imprevedibili.

IN BUONA SOSTANZA IL PROGETTO ESECUTIVO  ALLORA APPROVATO ERA PROBABILMENTE INCOMPLETO E NON AVREBBE POTUTO, DI CONSEGUENZA, ESSERE VALIDATO DALL’UFFICIO TECNICO ED APPROVATO DALLA GIUNTA. Analizzando poi la narrativa dell’attuale delibera di variante, nel testo non viene indicata alcuna relazione geologica ed idrologica che attesti quanto dichiarato dal progettista, che come architetto non ha sicuramente titolo e professionalità specifica per esprimere valutazioni  di carattere idrologico che non gli competono, solitamente curate da un geologo o da un ingegnere idraulico.

Mi pare quindi palese che le motivazioni riportate in delibera siano solamente una banale scusa (si poteva far di meglio) per gonfiare una volta di più le spese necessarie all’esecuzione del progetto di restauro, spese che andranno ad incrementare i sacrifici ormai quotidiani che la comunità sopporta per il restauro della principesca dimora del Visconte Zucca I° (speriamo anche ultimo).

Una proposta: se al posto di pescare questi 40.000,00 euro nelle tasche dei contribuenti, il Comune si rivalesse sul progettista per le evidenti carenze progettuali e/o sull’ufficio tecnico comunale per aver avvallato un progetto molto probabilmente incompleto???????? LO PREVEDE LA LEGGE, UNA VOLTA TANTO VEDIAMO DI APPLICARLA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

saluti
fata_morgana

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