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Non basta il pro e il contro: serve la verità

20 aprile 2009 da Emilio Conti

Noi del blog siamo molto critici, e non l’abbiamo  mai nascosto, sul modo di fare giornalismo a livello locale. Abbiamo sempre denunciato la sproporzione di informazione riguardante l’attuale giunta a scapito delle opposizioni. E questo non tanto nei giornali di “partito” (leggi Il Mondo) quanto sulla cosiddetta “stampa libera o indipendente”.

Per non parlare degli evidenti conflitti d’interesse, come quello di un noto giornalista del più importante quotidiano locale che scrive anche su quell’organo di propaganda che risponde al nome di “Vivi Belgioioso”. Stessa sorte che capita al corrispondente da Belgioioso de “il Punto”.

A onor del vero, però, di quest’ultimo bisogna dire che i suoi articoli, da un po’ di tempo a questa parte, sono diventati più equilibrati: affiancate alle dichiarazioni di esponenti della maggioranza compaiono sempre anche quelle di rappresentati delle opposizioni. E’ un bel passo avanti, ne siamo lieti e ne diamo volentieri merito all’interessato.

Questa “parità di trattamento” era presente anche oggi nell’articolo riguardante “l’approvazione del progetto dell’argine a Santa Margherita”1 che però conteneva una palese inesattezza: la frazione di San Giacomo non è soggetta alle esondazioni del Po perché sorge al di fuori dell’alveo maggiore del fiume. In un primo momento ho pensato trattarsi del solito risultato cervellotico del titolista, ma mi sono ricreduto perché lo stesso concetto viene ribadito nell’articolo.

Qualcuno potrebbe pensare che ne stia facendo una “questione di lana caprina”? Non è così. Il sospetto è che per cercare di giustificare un’opera “faraonica” e quasi inutile, una vera e propria “cattedrale nel deserto” oltre a costituire uno scempio ambientale colossale, si cerchi di aumentarne l’utilità: dire che serve a proteggere due frazioni anziché solo alcune case di Santa Margherita, quindi neanche tutta, potrebbe servire a convincere qualcuno (ma non i veri belgioiosini che il loro territorio lo conoscono molto bene) sull’utilità di un’opera che nella realtà non ne ha alcuna (se non, magari, quella di soddisfare qualche ego smisurato – vedi questo post).

C’è da augurarsi che di semplice leggerezza si tratti, leggerezza di persone che, forse, non conoscono molto bene il territorio del nostro comune. Perché anch’io, come bsìa, penso sempre alla buona fede del prossimo. E per questo ci attendiamo una Errata Corrige nel prossimo numero del settimanale.

  1. il Punto N. 14 del 20 aprile 2009 pag. 14 []

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