Too Cool for Internet Explorer

Commemorazione I guerra mondiale – un anticipo

17 marzo 2015 da Emilio Conti

Come avevo promesso nel precedente post (vedi qui) qui sotto trovate un breve video dell’opera precedentemente descritta. Mi scuso anticipatamente per la non eccelsa qualità (sono quasi una schiappa), ma lo scopo è semplicemente quello di incuriosirvi in modo che, tra un paio di mesi, vi rechiate a vedere tutta la mostra che si preannuncia molto interessante.

Un fantasy porno soft

3 maggio 2013 da bsìa

Se ne sconsiglia la lettura ai minori di 14 anni!

Qualcuno che legge i miei post se ne sarà già accorto, adesso lo confesso pubblicamente: sono un patito dei telefilm (ora li chiamano serial) americani. Di qualsiasi genere, per la maggior parte polizieschi, ma anche fantascienza, soprannaturale, ecc. Sono un patito un po’ perché sono fatti molto bene e in modo professionale (trama a parte) e un po’ perché non so che cacchio d’altro guardare in TV, da cui non riesci più a salvarti da “fiction” italiane, con recitazioni da far cagare; da partite di quello sport corrotto che si chiama calcio e da quella fogna che da vent’anni a questa parte sono diventati i cosiddetti “talk show” di politica, nient’altro che una perenne campagna elettorale dove i nostri “politici” non fanno altro che andarsi sulla voce, rinfacciarsi colpe, ridire “bisogna fare questo, bisogna fare quest’altro, ecc”, e in vent’anni non hanno fatto un beato cazzo. Per cui, ben vengano tutti i telefilm.

Seguo anche con molto interesse una rubrica che viene trasmessa su Rai4 che si chiama Wonderland che tratta di telefilm (guarda caso) in modo veloce ed esaustivo, proponendo spezzoni anche di serie che in Italia non sono mai state trasmesse (ce ne sono di molto interessanti ed è un vero peccato che non siano state doppiate). Ed è appunto una sera di circa dieci giorni fa che ho assistito ad una puntata dove si spiegavano le ragioni per cui alcune serie avevano avuto scarso successo, mentre per altre il successo era stato clamoroso. Tra queste ultime veniva citato “Il Trono di Spade“. Da quello che capii la serie era già stata trasmessa in Italia. Il cast è strepitoso, è presente anche Sean Bean noto attore e uno degli interpreti de “Il signore degli anelli”. Al che mi chiesi: “Come mai me la son persa?” Dopo di che dimenticai la faccenda.

Fino a ieri. Come sapete, ieri i giornali non sono usciti per la festività del 1° maggio. Le copie del giorno precedente la “gentile” suocera li aveva già impacchettati per farli confluire nella raccolta differenziata per cui non sapevo che cavolo di programmi ci fossero per la serata. Ma chissenefrega, c’è internet. Entro nel portale della Rai e scorro i programmi della serata di tutti i suoi canali e … sorpresa!!!! Su Rai4 sono in programmazione in prima serata i primi due episodi della prima serie del suddetto telefilm. Che c’è d’altro? La solita partita, il solito Verdone, il solito “talk”, qualche altra caccola minore e Servizio pubblico su La7. Vado a vedere quali sono gli ospiti di Santoro e … NOOOOOOOOO, Sallusti NOOOOOOOO!!! Quello pseudo giornalista, condannato per aver coperto un diffamatore e graziato, caso più unico che raro, dall’ottantottenne appena rieletto. Un giornalista che, se fossimo in un paese veramente democratico, verrebbe impalato al volo! 😆 Beh, e allora vediamoci ‘sto “Trono di Spade”.

Ieri sera, dunque, eccomi alle 21,10, come da palinsesto, davanti al televisore sintonizzato su Rai4. Primo giramento di coglioni: mai che un programma inizi all’ora stabilita. Qui si parte ben dieci minuti dopo. Secondo giramento di coglioni: il titolo inglese originale è Game of Thrones” vale a dire un titolo che evoca una competizione (la parola Game che in inglese significa Gioco, Partita) che viene tradotto, seguendo la cervellotica traduzione del romanzo, in Trono di Spade (al che non sai mai se chi fa le traduzioni sia un poeta, con relativa licenza, o un tizio che non conosce l’inglese). All’inizio, inoltre, compare una scritta che avverte i telespettatori che gli episodi che stanno per essere trasmessi sono stati “rieditati” per la fascia oraria di prima serata (che significa che hanno fatto dei tagli a delle scene troppo crude) e che la versione integrale verrà trasmessa stasera in seconda serata con inizio alle 23,10, sempre su Rai4.

Lo spettacolo inizia e trovo che ci sia un cast veramente notevole con un’ambientazione ottima, ma con un innesto di numerosi personaggi che rendono il ricordarseli tutti piuttosto complicato. Ma il bello parte subito dall’inizio: un villaggio assalito e i corpi dei suoi abitanti fatti a pezzi e sparsi in cerchio: cominciamo bene. Subito dopo una bella decapitazione, tanto per tenere vivo l’interesse. E poi, nudi e sesso, pure incestuoso, a volontà: tette e culi al vento di giovani donzelle (ma anche un bel culo maschile, tanto per far felici anche le appartenenti al gentil sesso) e in una scena pure una bella bernardina depilata con gusto, e poi coiti alla pecorina a go-go. E io che penso: “Per fortuna che erano stati ‘rieditati’!” Non che a me ‘ste cose turbino, anzi 😛 Però eravamo in prima serata. Ma se la versione “rieditata” era questa, cosa ci sarà in quella integrale? Non resta che aspettare stasera e vedere.

Conclusione: so anch’io, adesso, perché questo telefilm ha avuto cosi grande successo!! 😉

P.S. A tutti coloro che dovessero scandalizzarsi per il linguaggio che ho usato in questo post sono pregati gentilmente di riascoltare i dialoghi del suddetto telefilm.

Ignoranti

18 febbraio 2013 da Emilio Conti

E’ da poco uscito un libro che reputo molto interessante e che può spiegare molte cose che capitano nella nostra disastrata Italia. Il titolo del libro è lo stesso di questo post, vale a dire “Ignoranti” e riporta dati che dovrebbero far riflettere parecchio i cittadini italiani, e forse farli anche un po’ vergognare.

Sono due i dati che voglio riportare e che mi hanno particolarmente colpito: i parlamentari laureati erano, nella prima legislatura, il 91,4%, ma sono scesi al 64,8% nella seconda: una perdita di 27 punti. E così, mentre negli altri stati i parlamentari laureati aumentano, da noi diminuiscono. Può esserci un nesso tra corruzione e ignoranza?

Il secondo dato è quello che conferma che siamo un popolo di ignoranti. Ecco i dati: il 71% della popolazione si trova al di sotto del livello minimo di lettura e comprensione di un testo scritto in italiano di media difficoltà; il 5% non è in grado neanche di decifrare lettere e cifre; un 33% sa leggere ma riesce a capire solo testi di primo livello (su una scala di cinque); un altro 33% si arresta a testi di secondo livello.1

Una lettura ricca di dati che consiglio, e che può chiarire perché stiamo finendo, senza manco accorgercene, in un baratro.

IGNORANTI di Roberto Ippolito – Chiarelettere – pag. 192 € 12,90

  1. Dati del linguista Tullio De Mauro citati nel libro []

C’era del marcio a Belgioioso?

5 agosto 2012 da sgur_di_tri

Deve esserci realmente stato qualcosa di marcio, in qualche remota parte del capoluogo delle Terre viscontee, se a Belgioioso per settimane si è respirata un’aria che di certo non profumava né di lavanda né di sapone di marsiglia!

Alcuni cittadini hanno segnalato la spiacevole situazione alle autorità competenti e la cosa è stata rilanciata anche dalla stampa locale (vedi qui) che, riprendendo le loro dichiarazioni, ha parlato diuna puzza insopportabile,simile a quella della fognatura, che ha aleggiato per buona parte della città.

Siamo in campagnapare sia stata la sorprendente risposta che i cittadini hanno ricevuto quando sono andati in Comune a segnalare la situazione. Toh!? Non vi suona strana come risposta? Ma non ci era stato detto che adesso viviamo in una città? Boh!?

Comunque sia, l’odoraccio è poi miracolosamente scomparso, pare in coincidenza con l’arrivo dei tecnici dell’Arpa, i quali, come prassi, hanno fatto dei prelievi e a giorni dovrebbero far conoscere i risultati delle loro analisi; analisi che dovrebbero fornirci la composizione di questi penetranti miasmi, e quindi ad aiutarci a capire la loro possibile origine.

Per ora il mistero resta fitto, per cui ci chiediamo se mai basterà l’intervento dei tecnici dell’Arpa a scongiurare il ripetersi di simili episodi nel prossimo futuro.

Quello che per ora possiamo fare è di seguire la faccenda con le narici aperte, e con un fazzoletto (possibilmente profumato) a portata di mano, per ogni evenienza! Alla prossima!

———- @ @ @ ———-

Questo episodio, mi ha fatto ricordare un bel libro che mi permetto qui di consigliarvi, dal titolo “Storia sociale degli odori” di Alain Corbin – Arnoldo Mondadori Editore. 1983. Il libro tratta l’insolito tema del passaggio dal modo di vivere nella città antica, piena di odori di ogni tipo, alla socialità della città di oggi, con il suo “silenzio olfattivo”. Passaggio che ha determinato la nascita di una nuova cultura urbana, del tutto diversa rispetto a quella del medioevo. Interessante!

Äl Rusö – Il Roggiolo

5 luglio 2012 da Emilio Conti

In occasione del mio compleanno, mi è stato regalato un bellissimo volumetto intitolato “Äl Rusö” (Il Roggiolo) che, in stretto dialetto belgioiosino, racconta, con tantissime fotografie, d’epoca e attuali, i personaggi che in quella via hanno abitato o che ancora vi abitano. Come spiegato in terza pagina: “Raccolta, in vernacolo, di immagini e ricordi di vita vissuta realizzata da Rosella Bottani, desiderosa di tramandare e fissare nel tempo le antiche radici di alcuni abitanti della via Strambio. (..)” E all’interno: “Questo volume, realizzato grazie a molti che hanno messo a disposizione i propri ricordi e la propria memoria, vuole essere una semplice testimonianza di chi e di come si viveva “in sä. Rusö” fino a qualche decennio fa.”Un volumetto che è una vera e propria “macchina del tempo” per coloro che appartengono alla mia generazione, ma anche per qualcuno un po’ più giovane (cliccate sull’immagine per ingrandirla).

la copertina

Ho sfogliato con molta attenzione e, man mano che procedevo, sono stato preso da un po’ di nostalgia. Nostalgia per un paese che è stato brutalmente stravolto da scelte politico-edilizie che ne hanno seviziato le caratteristiche anche se, a dire il vero, via Strambio è quella che meno ne ha subito (fortunatamente) le conseguenze. Colpisce il fatto che, come il sottoscritto, ci siano persone che sentono questa nostalgia e cercano di tramandarla: vuol dire che la trasformazione del nostro “paesello” incomincia a pesare a molti.

Alla realizzazione del libro hanno collaborato, oltre alla succitata Rosella Bottani, Luigi Marozzi, Claudia Terna,1 Angelo Formaggia, Dario Gui. E inoltre: Giuseppe Bottani, Maria Luisa Greppi, Rita Losio Villa e Giannina Pavesi.

Un volume che non dovrebbe mancare nella casa di un “brüsacrist”! Sarebbe bello se altri facessero altrettanto per la “Cuntrà”, o per la “Guardagiusä”, o per la “Sgärsèta”.

P.S. Il volume è stato autoprodotto senza, quindi, alcun aiuto da parte di nessun ente pubblico.

  1. Autrice di un prestigioso volume intitolato “Belgioioso nel tempo” uscito qualche anno fa. []

Uccidete Ipazia!

22 aprile 2010 da sgur_di_tri

Finalmente nei prossimi giorni uscirà nelle sale cinematografiche italiane il film “Agorà” del regista Alejandro Amenabar, presentato al Festival di Cannes nel 2009, che narra la tragica storia di Ipazia (interpretata dall’attrice inglese Premio Oscar Rachel Weisz), donna di grandissima cultura che fu lapidata dai cristiani nel 415 d.C. ad Alessandria d’Egitto, vittima dell’eterno conflitto fra scienza e fede.

Potrà sembrare strano ma pare che il film non riuscisse a trovare un distributore che lo portasse in Italia (nonostante siano passati 1600 anni Ipazia è ancora un personaggio così scomodo?) e per questo si erano mossi in tanti (anche attraverso internet – vedi qui) per reclamarne la visione anche da noi. Uno di questi è stato il noto matematico Piergiorgio Odifreddi: “Ipazia divenne la prima martire della scienza per mano di uomini mandati dal vescovo di Alessandria, Cirillo. Sono trascorsi tanti secoli ma siamo ancora allo stesso punto”.

Il contesto storico in cui gli avvenimenti narrati nel film ebbero luogo è la fine del IV  e l’inizio del V secolo, periodo in cui il cristianesimo, a partire dall’editto di Costantino nel 313, dapprima cessò di essere perseguitato, per poi diventare religione di stato con l’editto di Teodosio nel 380. Da lì iniziò a sua volta a perseguitare nel 392 i “non cristiani”, distruggendo i templi greci e bruciando i libri cosiddetti “pagani”.

Cirillo dopo essersi insediato nel 412 Vescovo di Alessandria dapprima fomentò l’odio contro gli ebrei, costringendoli all’esilio e poi servendosi di squadre di monaci fondamentalisti sparse il terrore nella città contro tutto quello che non era cristiano, arrivando perfino a colpire il governatore romano Oreste. Ma il suo obiettivo principale fu Ipazia, che, in quanto donna, non aveva diritto di parola pubblica.

Di questo drammatico episodio narra il film, che porta di grande attualità il tema dell’intolleranza (potete vedere qui il trailer del film in italiano).

Un teologo alla ricerca della verità!

11 aprile 2010 da sgur_di_tri

Volete scoprire un teologo che parla chiaro e che, ne sono sicuro, riuscirà a catturare la vostra attenzione? L’occasione per conoscere Vito Mancuso è l’intervista che ha rilasciato a Serena Dandini nel corso della trasmissione “Parla con me” del 6 aprile scorso.1

In questa intervista, il teologo (e scrittore) risponde in maniera semplice e comprensibile alle domande sul significato della vita, parla dei problemi dell’uomo di oggi, e di altro ancora, senza tralasciare l’attuale scottante tema della pedofilia nella Chiesa.

Vito Mancuso è un teologo che non teme la polemica e con cui credo si possa dialogare/discutere pur da posizioni molto differenti.

Lo stesso Cardinale Carlo Maria Martini nella prefazione ad un libro di Mancuso “L’anima e il suo destino” (Raffaello Cortina Ed. 2007) ha scritto:Il tuo libro incontrerà  opposizioni e critiche. Ma sarà difficile parlare di questi argomenti senza tenere conto di quanto tu ne hai detto con penetrazione coraggiosa.

L’ultimo suo lavoro si intitola “Una vita autentica” (Raffaello Cortina Ed. 2009), “un saggio sulla libertà (e sulla sincerità) che sorprenderà per la passione e la chiarezza con cui è scritto” (dalla quarta di copertina).

  1. Potete vedere qui per intero la Puntata di “Parla con me” del 6 aprile scorso, che, oltre all’intervista con Vito Mancuso, contiene anche l’ultima esilarante satira di Max Paiella (sul Direttore del Tg1 Augusto Minzolini) e, all’inizio, una canzone di Roberto Giglio. []

“Fratelli di sangue”: un libro per conoscere la ‘Ndrangheta

11 gennaio 2010 da sgur_di_tri

Di ‘Ndrangheta si è tornati a parlare sulle prime pagine di tutti i giornali e di quasi tutti i TG. Il recente attentato al Tribunale di Reggio Calabria ed i fatti di Rosarno di queste ore, ci hanno ricordato che in quella parte d’Italia la criminalità organizzata è una presenza reale. Ma a noi del “profondo Nord” sembra ancora un fenomeno abbastanza lontano, quasi come se non ci riguardasse. Ricordo però ai frequentatori del blog che un episodio clamoroso, originato proprio dalla malavita calabrese, aveva colpito Pavia nel 1988, quando fu rapito l’allora adolescente Cesare Casella, il quale fu trattenuto prigioniero sui monti della Locride, e liberato dopo ben 743 giorni di prigionia. Sono passati più di vent’anni da allora e il fenomeno dei rapimenti è andato man mano scomparendo, sostituito da ben più lucrosi affari.

La ‘Ndrangheta, come si sa, è la mafia calabrese, ma non ha certo l’immensa fama della Mafia siciliana, ed è meno conosciuta della camorra campana (come il Clan dei Casalesi), ma, come sicuramente ricorderete, era balzata con forza agli “onori” della cronaca nel 2007 per la strage di Duisburg (Germania), quando in un feroce regolamento di conti morirono sei persone.

E allora, per conoscere bene questa organizzazione criminale (che da più parti si dice sia la più potente al mondo) vi propongo la lettura del libro di Nicola Gratteri1 e Antonio Nicaso2 dal titolo “Fratelli di sangue”.3 Un libro preciso e meticoloso che fa il punto del fenomeno “’ndranghetista”, ricostruendone la storia fin dalle sue origini, descrivendo l’ambiente in cui si è sviluppato e spiegando i motivi del suo straripante sviluppo, con l’indicazione delle ramificazioni delle varie famiglie in tutte le Regioni italiane (si parla della presenza della ‘Ndrangheta anche in Provincia di Pavia, dove, come sappiamo, qualche settimana fa ci sono stati tre arresti, e precisamente a Borgarello, per appartenenza a cosche calabresi4).

I due autori ci accompagnano in un viaggio fatto di nomi di boss, luoghi, date, documenti e numeri sorprendenti, alla scoperta di questo “network” della malavita (che, come struttura, assomiglia sempre di più ad un’organizzazione terroristica). Ci ricordano che non dobbiamo più pensare alla ‘Ndrangheta composta da “picciotti con la coppola e la lupara” che si muovono sui monti della Sila, ma ad un’organizzazione in cui “dietro ai killer ci sono professionisti che riciclano denaro con raffinatezza manageriale e politici disposti a tutto pur di restare abbarbicati al potere”. L’organizzazione ha avuto un’evoluzione sorprendente, senza però che si sia dimenticata degli antichi rituali (magari riadattandoli), con improbabili richiami al Vangelo e alla religione e “con cerimoniali di iniziazione fondati sul vincolo del sangue”.

Ormai la ‘Ndrangheta ha ramificazioni non solo in tutta Italia, ma in tutto il mondo, ed è in collegamento con logge massoniche deviate, con tutte le organizzazioni criminali e con elementi del terrorismo internazionale, e controlla il fiume di cocaina che si riversa nelle nostre città.

La ‘Ndrangheta è ormai presente in tutte le attività produttive e in settori cruciali come la sanità, l’edilizia e la gestione dei rifiuti, con un giro d’affari che ammonterebbe, per il 2007, a oltre 43 miliardi di dollari, che non è altro che il risultato della capacità, attraverso un consistente numero di affiliati, di adattamento di questa organizzazione criminale alle varie situazioni locali.

Un libro indispensabile, quindi, “se vogliamo capire chi gestisce oggi davvero gli affari sporchi dentro e fuori i confini italiani”.

Oltre alla lettura del libro vi propongo anche:

– una dichiarazione sulla ‘Ndrangheta di Antonio Nicaso

– l’intervista divisa in tre parti rilasciata da Nicola Gratteri a Fabio Fazio nella trasmissione “Che tempo che fa” dell’Ottobre 2009.

Nicola Gratteri. Intervista parte 1a

Nicola Gratteri. Intervista parte 2a

Nicola Gratteri. Intervista parte 3a

  1. Nicola Gratteri è uno dei magistrati più esposti alla lotta alla ‘Ndrangheta e lavora presso il Tribunale di Reggio Calabria. Ha indagato sulla strage di Duisburg e sulle rotte internazionali del narcotraffico. []
  2. Antonio Nicaso, giornalista, storico delle organizzazione criminali, è uno del massimi esperti di ‘Ndrangheta a livello mondiale. E’ autore di diversi libri sulla criminalità. []
  3. Mondadori pagg. 400 – Euro 18,00 []
  4. Vedi qui la Provincia Pavese del 29.11.2009 []

Natale in libreria

21 dicembre 2009 da sgur_di_tri

Siamo a Natale e non sapete cosa regalare? E allora, per non sbagliare, vi consiglio di regalare un libro. Ecco tre titoli.

I miti del nostro tempo. Umberto Galimberti. Feltrinelli Ed. – 2009 – Euro 17,00 (1a Ediz.)

Quali sono i miti di oggi? O meglio, quali sono i “falsi miti” che ci trasmette la nostra società. Sono quelli che la pubblicità e i mezzi di comunicazione di massa trasmettono come valori e anche se non vogliamo ci vengono imposti come pratiche sociali, come ad esempio il culto della giovinezza, l’idolatria dell’intelligenza, l’ossessione della crescita economica, la tirannia della moda, l’ansia della perfezione del corpo, perfino l’accettazione della guerra come evento ineluttabile, e altri ancora. Umberto Galimberti li esamina, li smonta, mostra quanto sono falsi i miti del mondo in cui viviamo, perché in realtà sono “idee malate”, che si insinuano in noi senza che ce ne accorgiamo. Qui potete Vedere Umberto Galimberti che presenta il suo libro.

La guerra civile fredda. Daniele Luttazzi. Feltrinelli Ed. – 2009 – Euro 14,00 (1a Ediz.)

Daniele Luttazzi (non ha bisogno di presentazione, ormai lo conoscete tutti) guarda alla situazione italiana e annuncia che è ormai in atto una Guerra civile fredda, in quanto risultato di un progetto organico, reazionario, creatore di disuguaglianze e gerarchie, in atto da un ventennio nel nostro Paese. Luttazzi ci dice che questo lo si deve innanzitutto al potere di una nuova e straordinaria tecnica di persuasione: la Narrazione Emotiva. Il programma elettorale diventa secondario, se non sai come raccontarlo. E Luttazzi lo fa nel modo che conosciamo, con una satira che spiazza sempre. Qui potete vedere Daniele Luttazzi che presenta il suo libro.

Il significato delle cose. A.C. Grayling. Edizioni TEA. 2007 – Euro 9,00 (2a Ediz.)

Anthony Clifford Grayling è docente di filosofia all’University of London e al St.Anne’s College di Oxford. Questo libro vuole proporsi come un approccio alla filosofia di tutti i giorni. E’ molto scorrevole ed è una serie di pensieri che riguardano aspetti di vita quotidiana quali la tolleranza, la paura, il coraggio, il dolore, la morte, la menzogna, la religione, la fede, la ragione, l’arte, la salute, la storia, la povertà e altri ancora, e fa scoprire aspetti di questi pensieri che di solito si danno per scontati e invece non lo sono. Sono veri e propri spunti di riflessione. Ogni argomento si può leggere separatamente. Da non perdere.

Un po’ d’aria fresca

23 settembre 2009 da Emilio Conti

Oggi è uscito il primo numero del nuovo giornale “il Fatto Quotidiano”. Per quanto avessero avvertito via web che il giornale non sarebbe stato distribuito in tutte le edicole d’Italia, noi belgioiosini abbiamo avuto invece la “fortuna” di trovarlo in edicola.

Il quotidiano è in formato “tabloid” , facile da sfogliare, con caratteri facilmente leggibili anche a chi ha problemi di vista. Tutto a colori, intuitivo, con una pagina che gli internauti apprezzeranno: MONDO WEB (non dico di più, scopritela personalmente) e la striscia di Stefano Disegni! 😆

Per non parlare del titolo d’apertura, un vero e proprio pugno nello stomaco: “INDAGATO LETTA”. 😎

Al giornale partecipano grandi firme del giornalismo italiano1 : Padellaro (direttore), Travaglio, Gomez, Stajano, Barbacetto, Tabucchi (scrittore), Dalla Chiesa, Flores d’Arcais, Fini, Beha, e molti altri! Che dire? Un vero e proprio covo di farabutti! 😈

Un’aiuola fiorita in una discarica di rifiuti tossici!

I NOSTRI MIGLIORI AUGURI

  1. In rigoroso ordine casuale []