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Al rogo!

2 agosto 2009 da Emilio Conti

“Vade retro, Satana!”. Ci risiamo! Ogni qual volta che in questo stato si prendono delle decisioni che hanno a che fare con il controllo delle nascite, con l’aborto, la procreazione assistita o il testamento biologico, ecco levarsi le urla delle “vergini violate”, al secolo le gerarchie cattoliche. Naturalmente mi riferisco al pandemonio scoppiato dopo che l’AIFA ha dato il via libera all’uso della pillola abortiva RU486. Apriti cielo: minacce di scomuniche a tappeto! Premesso che, secondo me, non è che molti si preoccuperanno di essere scomunicati, fortunatamente, ma mi chiedo quando arriveremo alla minaccia del rogo sulla pubblica piazza! Ma sì, bruciamo pure qualcuno, poi magari, tra qualche secolo, potremo sempre pentirci e dichiarare che abbiamo sbagliato.

Sono però due le cose che mi indignano in sommo grado in queste situazioni:
1 – che i veri cattolici, i veri credenti, quelli che il Vangelo lo hanno letto per davvero, non reagiscano a queste pesanti interferenze della Chiesa negli affari di uno stato laico: possibile, mi domando, che un concetto così semplice come il capire che ci sono persone che “non la pensano come loro e che DEVONO essere lasciate libere di scegliere” (sì anche di sbagliare, secondo il loro credo) sia così difficile da accettare? Perché qualcuno deve usarmi violenza e costringermi ad un comportamento che non condivido? Io non uccido, non rubo, pago le tasse, accetto anche che ci sia qualcuno che crede nel culto del mago Merlino, perché altri mi vogliono costringere a comportamenti contrari alle mie opinioni, alla mia etica? Perché qualcuno mi deve dire come devo fare all’amore, come devo controllare le nascite, come devo morire? La risposta sta forse nel fatto che i veri credenti non appartengono alle “gerarchie”? Cos’hanno da dire le “gerarchie” sul fatto che una banca cattolica tedesca, esattamente la Pax Bank di Colonia (Germania), abbia investito 158.867 euro in titoli della società farmaceutica americana Wyeth che produce pillole anticoncezionali e 577.970 euro nella Bae System che produce sottomarini nucleari ed aerei da guerra?1
2 – e questo è gravissimo, che ci siano politici, di destra e di sinistra, sempre prontissimi ad inchinarsi ai voleri d’oltre Tevere. Inaudito in una repubblica laica e democratica. Ma si sa, il politico italiano attuale è un “coraggioso”!

Sulla RU486 se ne sono sentite di tutti i colori, addirittura che sarebbe pericolosa perché metterebbe in pericolo di vita chi la usa. A parte che i dati riportati (29 decessi) non sono stati confermati (i casi confermati sarebbero 7), ma chiunque sano di mente è al corrente che qualsiasi farmaco può essere pericoloso e causare la morte, anche l’aspirina! Per non parlare del Viagra! Allora, vogliamo scomunicare anche chi ha il raffreddore e prende l’aspirina o chi usa qualche antibiotico? Sarebbe utile ricordare che l’Italia è uno degli ultimi paesi in Europa (beati gli ultimi?) ad aver autorizzato l’uso della RU486. Prima di noi ci sono stati Francia, Austria, Germania, Belgio, Danimarca, Gran Bretagna, Grecia, Spagna, Svizzera, Svezia, Lussemburgo, Olanda, Finlandia e Norvegia, per citare solo i paesi europei, e non mi risulta che in questi paesi ci sia stata un’ecatombe di donne! Inoltre posso scommettere che pochi  sanno che la RU486 viene utilizzata anche per la cura dell’endometriosi, sperimentalmente per la cura di alcuni tumori, per la sindrome di Cushing e per la depressione.

Concludo invitando a leggere il bel post di bsìa dal titolo Intolleranza con gli intolleranti? e riportando alcuni brani.

Da “L’etica e la scomunica” di Filippo Gentiloni:
“[…] Eppure di scomuniche non si parlava più da tempo. Un termine che non soltanto colpisce, ma sconvolge. Ricorda tempi lontani e anche malfamati. Ricorda lotte più o meno sanguinose, condanne, supplizi. Ricorda Galileo e con lui tanti processi ecclesiastici anche ingiusti, vicende che il tempo ha corretto e rinnegato. Momenti tristi della storia del cattolicesimo, che si è faticato a dimenticare e anche a correggere. […] La protesta cattolica contro la Ru486 va ben al di là delle sponde del Tevere. Non soltanto dichiara al mondo intero quali sono le priorità e le caratteristiche del cattolicesimo romano, ma produce altri effetti, tutti discutibili. Aumenteranno, inevitabilmente, non soltanto le critiche ma anche le disobbedienze nello stesso ambito cattolico. Così è già avvenuto per altre questioni, sempre di carattere etico e soprattutto sessuale: la compattezza diminuirà ancora di più, specialmente nelle zone del mondo più “lontane”, non geograficamente ma spiritualmente, da Roma. Si pensi al dramma dell’aids in Africa. E ancora: si renderanno sempre più difficili i rapporti ecumenici, sia con le altre religioni sia, soprattutto, con gli altri cristiani. Non sarà facile che molti protestanti, ad esempio, possano comprendere le rigidità romane in materia di nascite e di aborti. Un cristianesimo che si evidenzia soprattutto nel negare o approvare certe pillole e rifiuta la discussione è ancora quello fondato da Gesù? […]”

Da “La pillola val bene una scomunica” di Carlo Flamigni:
“[…] Dovrei divertirmi un po’ con gli interventi della signora Roccella, ma sono uomo compassionevole e fingo di niente: purtroppo non esistono più i bei giornali satirici di un tempo (lo ricordate il Don Basilio?), con le dichiarazioni del sottosegretario ci sarebbero andati a nozze e l’avrebbero probabilmente costretta alle dimissioni. Ma c’è aria di disoccupazione, lei non mi sembra una donna capace di cavarsela da sola, proprio non me la sento di chiamarla in causa. Resta da commentare l’intervento del Vaticano, che attraverso le parole di monsignor Sgreccia ha parlato ancora una volta di orribili delitti, ha minacciato di scomunica chi farà uso della pillola (ma qui è opportuno chiedersi se esiste il diritto di reciprocità, non dimentichiamoci di vivere in uno stato democratico) e soprattutto a fatto una nera previsione, gli aborti aumenteranno di numero. Monsignor Sgreccia è abituato a caricare i peccatori a testa bassa e questo gli impedisce spesso di verificare se i peccatori sono ancora lì ad attenderlo. Questa volta immagina che esistano donne – genere per il quale, bisogna concederglielo, non prova alcuna simpatia, ianua diaboli – che fino ad oggi non hanno abortito perché non gli piaceva la tecnica che veniva loro proposta. Adesso che ce n’è una nuova, sono tutte contente e hanno già pianificato alcune gravidanze da interrompere, così potranno finalmente sperimentare la “sindrome del boia”, una allegra definizione del Movimento per la Vita. Monsignor Sgreccia! Non legge i documenti del ministero? Il numero di aborti in questo Paese continua a calare e gli aborti ripetuti sono scesi al 18%, una percentuale tra le più basse del mondo. Le nostre donne, caro monsignore, sono brave, prudenti e per niente stupide, checché lei ne pensi. […]”

  1. Articolo di Der Spiegel []

Una risposta a “Al rogo!”

  1. mauro moraschini - belgioioso.blogolandia.it dice:

    Un’Italia un po’ più liberale sarebbe un ottima cosa

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