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Intervista allo sfidante

3 giugno 2009 da Emilio Conti

In vista delle elezioni amministrative che riguardano anche noi belgioiosini, il nostro blog ha pensato di rivolgere alcune domande al candidato sindaco Giuzzi. Nell’eventualità di una sua vittoria, gli abbiamo chiesto di rispondere a domande su temi a cui noi siamo particolarmente sensibili. Lo ringraziamo per la sua disponibilità all’intervista.

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belgioioso-rock: Abbiamo letto il suo programma che è piuttosto articolato. Potrebbe indicarci, tra le molte iniziative, quelle che ritenete avere maggiore priorità? Più chiaramente: quelle che ritenete dover attuare nei cosiddetti primi 100 giorni?

Giulio Giuzzi: Innanzitutto tutta una serie di verifiche riguardanti le attività dell’amministrazione precedente. Alcuni esempi: verifica dei conti finanziari, dello stato dei lavori in corso (castello, collettore, ecc.), del trasporto locale (Pollicino), del servizio rifiuti, ecc. Inoltre partiremo subito con una verifica per il progetto di fattibilità della tangenziale. Ridurremo, sin da subito, l’indennità del sindaco e degli assessori: ognuno avrà solo 200 euro al mese contro una spesa totale attuale di oltre 63mila euro: la differenza verrà destinata alle famiglie povere e a borse di studio per studenti meritevoli. Istituiremo un servizio per anziani e disabili per la consegna gratuita della spesa a domicilio, dei farmaci e il trasporto delle persone in caso di necessità. Proporremo la riduzione dell’aliquota dell’addizionale comunale Irpef. Gli impegni sono molti, lo so, ma alcuni sono legati a semplici decisioni di giunta.

b-r: In caso di vittoria vi troverete a dover gestire una pesante eredità: il nostro castello. Come avete pensato di affrontare questo problema? Come consigliere di opposizione uscente potrebbe confermarci tutte le notizie apparse sulla stampa sulle cosiddette rimesse a fondo perduto che sarebbero state ottenute per la sua ristrutturazione?

G.G.: La “vicenda castello” sarà “governata” direttamente dal sindaco: attueremo le verifiche di cui ho già accennato. Non è vero che ci sono solo contributi: molti costi sono coperti da mutui accesi dal sindaco uscente Prof. Zucca. Ad esempio c’è un progetto dal costo di 1.800.000 euro di cui solo la metà vede il contributo della Fondazione Cariplo. Non solo, ma la Cariplo, prima di concedere la sua parte, vuole verificare che l’altra metà abbia avuto copertura. Lo stesso vale per gli altri contributi. Altro esempio è lo sbandierato fondo di rotazione che prevede il rimborso del 75% con interesse e solo il 25% senza.

b-r: Un altro problema che ci sta a cuore è l’argine di Santa Margherita. Noi abbiamo sempre creduto trattarsi di un progetto esagerato per lo scopo a cui dovrebbe servire. Qual’è la sua opinione?

G.G.: L’argine di Santa Margherita è un problema annoso: prima una soluzione, ora un’altra. Secondo me il progetto va ripensato, sia per la stessa opera (quante sono le esondazioni?), poi per l’aspetto ambientale. Si può fare altro e meglio? Lo verificheremo.

b-r: Un’altra questione spinosa è il riferimento alla legge 334/99 inserita nella delibera per la riqualificazione dell’area ex Dolma che potenzialmente darebbe la possibilità di stoccare materiali/sostanze molto pericolose alla periferia del paese e molto vicino al deposito della Lampogas. Naturalmente nessuno è contrario alla riqualificazione e alla possibilità di creare posti di lavoro nella suddetta area; il problema rimane la potenziale pericolosità dell’iniziativa. Come affronterete il problema? Sarebbe ancora possibile lo stralcio del riferimento alla suddetta legge in una nuova delibera? Oppure questo atto ne comprometterebbe completamente la realizzazione?

G.G.: Ribadisco: siamo contro gli insediamenti di depositi o lavorazioni di sostanze chimiche, tossiche, pericolose a costo di opporci fisicamente. Non conosciamo le promesse (se non quelle dai documenti ufficiali, assai insidiosi), certamente di chimica non se ne parla. Non svendiamo la nostra salute per il lavoro. Faremo di tutto per portare lavoro ma non a tutti i costi soprattutto mettendo a repentaglio la salute e l’ambiente di Belgioioso. Lavoro sì, ad ogni costo, ma pulito. Non vogliamo un’altra Seveso. Se il nostro no dovesse compromettere la fase di reindustrializzazione, aspetteremo occasioni migliori. Non scenderemo a patti sulla pelle dei nostri concittadini. Nessun compromesso. Non si scherza. Ripeto: dobbiamo verificare, analizzare ogni carta, leggere bene ogni riga, ogni parola.

b-r: Il problema “tangenziale” crediamo non sia più procrastinabile. L’amministrazione uscente non è riuscita in cinque anni neanche a far approvare un progetto. Consapevoli che la realizzazione di un’opera simile non possa essere affrontata con le sole forze del nostro comune, come pensate di agire? Quali altri enti pensate di dover coinvolgere per la sua realizzazione?

G.G.: La Tangenziale sarà il primo pensiero della nuova amministrazione: costerà attorno ai 15 milioni di euro (un milione e mezzo solo per la progettazione). La Provincia, attraverso il suo presidente Poma, ha dichiarato che sta vendendo il pacchetto azionario della Serravalle: col tesoretto si impegnerà nella Tangenziale, ma chiede un po’ di collaborazione (un milione e qualcosa dal Comune e dal mondo imprenditoriale: non dimentichiamo che la Tangenziale servirà molto all’economia). Esemplare è quanto accaduto a Corteolona: nuova variante con ponte sulla ferrovia pagata da Comune, Provincia e imprese. La Regione, potrebbe anche darci una mano.

b-r: Paragoniamo il caos nelle strade di Belgioioso, in particolare nei giorni del mercato ed in occasione delle varie manifestazioni organizzate nel castello, ad un suq arabo (senza nessuna offesa per gli appartenenti a tale etnia): macchine posteggiate in doppia fila, sulle corsie d’incanalamento del semaforo, che escono dal posteggio di piazza V.Veneto contromano, ecc. I vigili che sono diventati quasi invisibili con la conseguente impossibilità di sanzionare efficacemente questi comportamenti. Aggiungo inoltre lo sconcio dei proprietari di cani incuranti della lordura lasciata sulle strade dai loro animali. Né ho mai visto alcun vigile chiedere a detti proprietari di mostrare la paletta e il sacchetto per raccogliere e avvolgere gli escrementi. Come avete intenzione di affrontare questi comportamenti? Pensate sia necessario il potenziamento di organico della polizia locale?

G.G.: La polizia locale va potenziata, se crediamo nel suo ruolo. In strada non si vedono, i servizi di sicurezza sono inesistenti. A volte, come suggerisce qualcuno, basterebbe un lampeggiatore acceso. Il Comune deve far sentire la sua presenza soprattutto per far rispettare leggi, norme, regolamenti, compresi codice della strada, regolamenti per i cani, regolamento della raccolta dei rifiuti. Dobbiamo fare in modo che il Comune faccia il Comune.

b-r: E’ lodevole la vostra iniziativa sulla trasparenza. Però ci sembra che per la sua realizzazione vogliate ricorrere ai soliti mezzi tradizionali: la stampa. Non che la stampa non sia importante, ma attualmente ci sono tecnologie informatiche che renderebbero il compito molto più agevole, oltre ad offrire una fonte di informazione alternativa. Come mai non avete pensato di utilizzare anche il sito Internet del Comune (cosa che avevamo suggerito senza successo anche al sindaco uscente)? Una dimenticanza?

G.G.: Belgioioso-rock ha ragione: abbiamo dimenticato altri strumenti di informazione alternativi alla carta stampata: strumenti più moderni, rapidi, più agevoli. Se un Comune ha un sito internet deve farlo funzionare. Tutti gli atti pubblici devono essere consultabili. Può aiutare (come vuole Brunetta) la burocrazia. Ma soprattutto deve essere uno strumento facilmente accessibile, molto vicino ai giovani, non solo uno specchio al servizio del sindaco per farsi bello. Recito il mea culpa per la dimenticanza. Il giornale comunale, (non solo carta stampata) deve essere inteso come strumento “pluralista” e onesto di informazione, confronto e riflessione.

b-r: Abbiamo molto apprezzato l’idea del “bosco dei nuovi nati” che troviamo originale e suggestiva. Come mai non avete pensato ad un “bosco della memoria”, come per altro già si fa in altri paesi, per coloro che, anziché farsi cementare in loculi o seppellire in tombe sormontate da monumenti dal dubbio gusto, volessero essere sepolti in un bel prato sormontati da un bell’albero, magari delle specie originarie della nostra pianura?

G.G.: Sul cimitero dovremo verificare bene le leggi nazionali, regionali e i regolamenti comunali. Ottima l’idea (già indicata nel nostro programma) di utilizzare alberi (boschi di nuovi nati e della memoria) di specie originarie del nostro territorio.

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L”intervista si conclude qui. Ringraziamo il Dott. Giuzzi per il tempo concessoci. Come nota conclusiva precisiamo che non abbiamo fatto nessuna domanda sull’argomento tasse perché condividiamo in toto quanto dichiarato nel programma, non tanto sulla necessità della riduzione dell’aliquota dell’addizionale comunale Irpef, quanto per il nuovo approccio  alla tassa sui rifiuti (basata sulla qualità e sulla quantità dei rifiuti effettivamente prodotti) e l’adozione del “quoziente famigliare”  come requisito per beneficiare delle esenzioni.

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