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Belgioioso: comune virtuoso?

6 Ottobre 2012 da sgur_di_tri

Alla prima pagina del Vivi Belgioioso – Speciale delle Terre del Basso Pavese” distribuito copiosamente in città nei giorni scorsi, è stato proposto, in bella evidenza, un articolo dal titolo inequivocabile:Belgioioso, Comune virtuoso.

Strano, mi sono detto, fino a qualche mese fa non mi risultava che il Comune di Belgioioso facesse parte della ristretta cerchia dei “Comuni virtuosi” con popolazione superiore a 5.000 abitanti indicati dal Ministero dell’Economia per il 2012 (vedasi in particolare il Decreto del Ministero del 25 giugno 2012 n. 0048345).

E allora un dubbio mi assale: vuole forse dire che, nel frattempo, c’è stato un aggiornamento da parte della Ragioneria Generale dello Stato e Belgioioso è riuscito ad entrare in questa speciale classifica?

Così mi sono letto l’articolo tutto d’un fiato alla ricerca di un riscontro a questa ipotesi, e come prevedevo, non ho trovato niente di tutto questo!

Nell’articolo si parla di Ecocentro, di piste ciclabili, di Belgioioso Festival, delle polemiche sorte intorno alla realizzazione del gassificatore e del “Premio Cittadinanza europea” la cui consegna è prevista per il prossimo 12 ottobre.

E anche sul sito del Ministero dell’Economia non ho trovato nulla di diverso da quanto riportato qualche mese fa! E allora – mi sono chiesto – perché l’articolo è stato titolato “Belgioioso, comune virtuoso”? A quale tipologia di virtuosità si riferiva? Mistero visconteo!

Avis di Belgioioso: una replica

4 Ottobre 2012 da Emilio Conti

Dal Sig. Attilio Clerici ho ricevuto la seguente lettera che volentieri pubblico.

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Mi chiamo Attilio Clerici da qualche anno, oltre ad essere un donatore, faccio parte del consiglio dell’Avis di Belgioioso. Ma vi sto scrivendo solamente a titolo personale, inoltre le persone che mi conoscono possono testimoniare benissimo che non sono certamente un sostenitore del “Professor” Zucca!
Primo fatto: da anni esiste già un cartello pubblicitario dell’Avis sulla statale all’ingresso del nostro paese.
Secondo fatto: il canone annuo del cartello pubblicitario esistente è simile a quello che andremo a pagare al Comune di Belgioioso e, ovviamente, non sarà più rinnovato a favore di quello per il nuovo cartello.
Terzo fatto: i primi post di Belgioioso Rock risalgono al 2007.
Nonostante ciò, solo oggi, dopo che abbiamo deciso di approfittare di una migliore posizione per pubblicizzare l’attività dei nostri donatori che la prima domenica di ogni mese si presentano numerosi nella nostra sede per compiere un eccezionale gesto di gratuità, forse per provare a mettere in cattiva luce Zucca (giustamente direi io), purtroppo si sollevano dei dubbi sull’Avis di Belgioioso.
Anche Unicef, Emergency, Greenpaece destinano fondi alla pubblicità per far conoscere le loro attività e per raccogliere fondi a sostegno delle loro iniziative.
Il peccato veniale che potremmo aver commesso è quello di non aver provato ad avere condizioni di favore dall’Amministrazione Comunale di Belgioioso, come sottolineato dal post di Conti. Vorrà dire che proveremo a chiedere che il canone pagato dall’Avis sia destinato ad altrettante attività nel campo del sociale e non al Belgioioso festival o a pagare i mutui per la ristrutturazione del Castello, senza che nessuno, nemmeno il Sindaco Zucca, possa poi vantarsi del gesto.
Vorrei anche ricordare a tutti che le nostre assemblee sono aperte a tutti i soci e non abbiamo messo in atto questa iniziativa di nascosto ai nostri donatori.
Saremmo lieti di mostrare la nostra assoluta buona fede e buona volontà a chiunque volesse darci suggerimenti su come organizzare la nostra attività, offrendo un caffè e una fetta di torta la prima domenica di ogni mese presso la nostra sede di via Cavallotti, anche e soprattutto a Conti che a Giuseppe Franchini (Fraschini?) che per primo con una lettera alla Provincia Pavese ha sollevato perplessità, non so quanto legittime, sulla nostra iniziativa.
Fortunatamente il nostro problema non sono i fondi per l’organizzazione dell’attività di raccolta del sangue, ma il sostegno e la disponibilità di tempo da parte di tutte le persone che volessero dare una mano a un’associazione che da 50 anni opera con merito a Belgioioso.
Voglio anche utilizzare la gratuità di questo mezzo per fare pubblicità alla festa per il nostro anniversario che si terrà la mattina di domenica 14 Ottobre presso la Sala della Chiesa dei Frati, alla quale spero di vedervi numerosi.
Sono certo che il sostegno che i Belgioiosini dimostrano nei confronti dell’Avis continuerà anche in futuro e vorrei che anche Conti possa continuare senza fatica a fare la propria donazione anche il prossimo Natale!
Vi ringrazio per lo spazio che mi avete dedicato.
Attilio

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Alcune mie puntualizzazioni:

  1. ammetto di NON aver mai notato il cartello pubblicitario all’ingresso del paese. Ovviamente è colpa mia. Se l’avessi notato forse avrei sollevato le stesse perplessità anche nel 2007, anno di nascita del blog. Il fatto però, non secondario a mio parere, è che dare soldi a una amministrazione comunale, come il Sig. Clerici stesso evidenzia, nota per spendere i soldi dei cittadini, sempre a nostro parere, in attività discutibili, non mi è sembrata una decisione  condivisibile;
  2. non ho sollevato nessun dubbio sull’Avis di Belgioioso. Ho usato il verbo “offuscare”, riferito allo “spirito di volontariato”, nel significato di “provocare una perdita di qualità” (rif. La Piccola Treccani). Ai miei occhi è quello che è avvenuto. Quindi nessun dubbio né sulla trasparenza decisionale delle vostre scelte (mi stupisco come il mio post abbia potuto essere interpretato in questo senso) né, soprattutto, la vostra buona fede!
  3. rivendico, per l’ennesima volta, il diritto di sollevare tutte le perplessità che reputo meritino di essere sollevate. Le perplessità sono sempre legittime.

La pubblicità è l’anima del commercio

1 Ottobre 2012 da Emilio Conti

Quante volte abbiamo sentito pronunciare la fatidica frase “la pubblicità è l’anima del commercio”? Un’infinità di volte. Una frase che risponde al vero, visto con quanta profusione di mezzi le imprese vi ricorrono. Che sia l’anima del commercio, quindi, non si discute. Ma quando parliamo di volontariato vale lo stesso principio?

Noi italiani siamo un popolo che amiamo autoconsolarci attribuendoci le doti migliori: ci definiamo simpatici, accoglienti (insomma!), dei bonaccioni giù alla buona (mah), grandi amatori (non solo uomini ovviamente, e ancora boh), ma soprattutto, generosi! Le campagne di raccolta fondi a cui partecipiamo sono numerosissime: Telethon, ricerca contro il cancro, Emergency, UNICEF, ecc. Ma non solo col denaro saremmo generosi, ma anche con il nostro tempo libero: le associazioni di volontariato sono innumerevoli e alcuni dei servizi più importanti non sarebbero possibili senza i volontari – penso in particolare alle varie CROCI (azzurre, bianche, verdi, ecc.) che garantiscono il servizio medico d’urgenza.

Tra queste una delle più importanti, e delle più “vecchie”, è l’AVIS che si occupa delle donazioni di sangue, anche questo un servizio molto importante per il nostro sistema sanitario. Facendo leva sullo spirito del dono, l’AVIS ci incoraggia a donare il sangue oppure, tramite i suoi volontari – solitamente durante il periodo natalizio,  ci chiede un’offerta in denaro per contribuire alla sua attività.

Questo spirito di volontariato è stato, a mio parere, offuscato quando si è scoperto che la sezione di Belgioioso di quell’associazione ha fatto domanda di mettere della pubblicità alla rotatoria che si trova sulla ex-statale 234 in corrispondenza dell’intersezione tra Via Alberico XII e Viale Dante. Stando alla Delibera 126 del 20/8/2012 l’AVIS di Belgioioso avrebbe fatto richiesta di utilizzare lo spazio della rotatoria per la propria pubblicità, autorizzazione concessa al costo di 2.000,00 (duemila) euro all’anno per cinque anni.1

Questo episodio pone due ordini di questioni. Innanzitutto come sia possibile che un’amministrazione che si autodefinisce ad ogni piè sospinto “sensibile al sociale” si faccia pagare da un’associazione di volontariato per concedere uno spazio per la pubblicità. Dal momento che il precedente richiedente si è ritirato, poteva benissimo concedere lo spazio gratuitamente, almeno per un anno, in attesa che qualche altro imprenditore si fosse fatto avanti. E continuando a concederlo all’AVIS se anche dopo un anno nessuno si fosse presentato. Insomma, poteva lasciargli lo spazio a titolo gratuito fino a quando non fosse stato richiesto da un privato. Un comportamento che denota tutt’altro che “sensibilità al sociale” e che, caso mai, dimostra una sete di denaro da arsura desertica.

Secondariamente c’è da chiedersi come faccia la suddetta associazione, che chiede ai cittadini di dare gratuitamente il sangue e di contribuire con denaro alla propria attività, spendere 2.000,00 euro all’anno per farsi pubblicità. Se, come si diceva nel titolo, “la pubblicità è l’anima del commercio”, allora anche l’AVIS sta svolgendo un’attività commerciale; e un’attività commerciale non dovrebbe basarsi sul dono. Dovrebbe fare come si fa negli Stati uniti dove i donatori di sangue vengono pagati. Così almeno anche da noi, se qualcuno ha delle difficoltà economiche, potrebbe racimolare qualche euro offrendo il proprio sangue. Ma si sa, noi siamo italiani, mica degli yankee!

Credo che per questo Natale farò molta fatica a donare qualche euro quando i volontari suoneranno alla mia porta offrendomi il calendario e chiedendo un’offerta.

  1. Per un totale di 10.000,00 euro []